The Founder: la vera storia dell'impero Mc Donald's Featured

Giovedì, 12 Gennaio 2017 07:00
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Dal 12 gennaio nei cinema italiani, la storia di Ray Kroc e del suo impero fondato sugli hamburger più famosi del mondo: McDonald's. Interpretato da un fantastico Michael Keaton, ancora in forma dopo la grande prova di Birdman, un film che seduce e fa riflettere.

 


CHI È RAY KROC, FONDATORE DELL'IMPERO MCDONALD'S


In un'America uscita da pochi anni dalla seconda guerra mondiale, e sempre più interprete del "sogno" che seduce milioni di persone, il cinquantaduenne Ray Kroc (Michael Keaton) vive una vita insoddisfacente e dal forte tasso alcolico.

È infatti un commesso viaggiatore di poche speranze, dai rari clienti interessati al suo frullatore Multimixer e con una moglie (Laura Dern) che vede solo a letto la sera. 

Ma una telefonata da parte dei fratelli Mac e Dick MacDonald, seriamente interessati all'acquisto di sei frullatori per il loro modesto chiosco di hamburger a San Bernardino, gli cambierà la vita.

Incuriosito da una richiesta simile, Ray percorre diverse miglia fino al McDonald's e quello che vede è una vera e propria rivoluzione: un congegno così ben studiato che puo' far fruttare milioni e milioni di dollari, se trasformato in franchising. 

Inizialmente scettici, i fratelli McDonald decidono di accettare l'offerta di Ray, il quale, trovati diversi prestiti, un buon consulente finanziario e persone disposte a lavorare per lui, ci metterà davvero poco a diventare una delle persone più ricche di sempre, raggiungendo tramite diverse illegalità e scorrettezze il traguardo fissato da subito: l'estromissione dei due fratelli e la piena autonomia sul marchio. 

Il resto è noto: a oggi Mc Donald's sfama quotidianamente 68 milioni di persone, ovvero l'1% della popolazione mondiale.  


COS'È E COSA NON È DAVVERO THE FOUNDER


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Prodotto dalla Weinstein Company e diretto da John Lee Hancock,  lo stesso di Saving Mr.Banks - e a ben vedere non risultano infondate certe analogie tra Walt Disney e Ray Kroc - The Founder non è un film "di denuncia" come poteva esserlo Super Size me o tanti altri che hanno sottolineato la scorrettezza capitalistica del soggetto narrato.

È prima di tutto un film centrato sulla perseveranza del sogno americano: Ray Kroc è nel bene e nel male uno che ce l'ha fatta, a 52 anni ha la forza di volontà di un ventenne, non ha smesso di insistere e di volersi arricchire, ha sfruttato un'idea già esistente (attenzione: sfruttata, non copiata!) e l'ha trasformata in un impero irrefrenabile.

E lo fa con una dignità esemplare: rispetta la qualità dei prodotti, non transige sulle "nuove proposte", è l'ultimo a chiudere il negozio.

Non che certe sue azioni siano giustificabili: dal tradimento nei confronti della moglie amorevole al plagio dell'idea degli "archi dorati" per l'estetica del locale , ai raggiri contrattuali che hanno permesso l'abbandono dei due "scomodi" fratello McDonald.

Ma la sceneggiatura scritta abilmente da Robert Siegel mira a portarci nel campo dell'inevitabile: dal momento che la Mc Donald's diventa una Corporation è ovvio che il prezzo da pagare sia alto, ed è quasi scontato che il destino dei due McDonald (dallo spirito fortemente idealistico e quindi del tutto disinteressati al fattore economico) sia quello di farsi da parte.

Che il tutto sia giusto o sbagliato lo decideremo noi, o meglio, lo deciderà la Storia. 

È un film schietto, sincero, che non vuole scandalizzare tantomeno esaltare, raccontato in uno stile talmente oggettivo da farci domandare: Ray Kroc è un genio o semplicemente un impostore? 

 

Punto di forza, oltre alla già citata sceneggiatura, è l'interpretazione di Michael Keaton, la cui rinascita non è più una sorpresa.

Convince e travolge la sua sfacciataggine, il suo immedesimarsi in un personaggio capace di giocarsi tutto per realizzare il "suo" sogno. 

Ma è affiancato da attori in grado di tenergli testa in tutti i modi: dal noto Nick Offerman (Dick McDonald) che in molti ricorderanno per la serie Parks and recreation a John Carroll Lynch (Mac McDonald), anch'egli dall'infinito curriculum artistico.

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Last modified on Martedì, 10 Gennaio 2017 22:13
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Federico Riccardo

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