The OA | Serie tv. Sospendi l'incredulità e fatti trasportate dalla storia di Netflix Featured

Giovedì, 22 Dicembre 2016 11:00
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The Oa serie tv recensione

Dimenticate le recensioni dogmatiche, e i giudizi netti: The OA ha messo in crisi tutti. Dai pomposi critici americani all’amico intellettuale che ha sempre un’opinione su tutto.

Insomma neanche sulle serie tv abbiamo più certezze.

Senza dubbio la misteriosa serie tv di Netflix è complessa, ma non è difficile sbrogliare la matassa dei giudizi.

Ma prima di guardarlo o riguardalo c’è solo un’indicazione: sospensione dell'incredulità, ovvero quel concetto semiotico/letterario indispensabile per il lettore, che deve assumere che tutto quello che sta vedendo sia vero. È il patto fra scrittore e lettore, e in questo caso fra autore e spettatore: tenetelo ben stretto durante tutti gli 8 episodi e vedrete che alla fine avrete un’opinione anche voi su The OA.  

Quello che richiede The OA è un enorme salto di fede: insomma mettetevi davanti allo schermo con fiducia e non fatevi scoraggiare dal centrifugato di idee e spunti che vedrete scorrere puntata dopo puntata. Tutto verrà spiegato colpo di scena dopo colpo di scena, ogni scelta motivata, ogni piccolo buco riempito con una valida argomentazione. 

Vista in questo modo, la serie tv di Netflix funziona perfettamente. 

 


THA OA - TRAMA E RECENSIONE SENZA SPOILER 



Prairie Tha OA

Prairie è una ragazza che viene trovata in stato di semi incoscienza dopo essersi buttata da un ponte. In ospedale arrivano i suoi genitori che non la vedono da esattamente 7 anni.

La ragazza è sparita per tutto questo tempo: rapita, fuggita? Sullo sfondo le vicende di un liceo e della periferia americana, fatta di bulli, professoresse depresse, transgender in erba e altro ancora.

Sulla trama ci fermiamo qui - spoiler solo più avanti - ma segnalati a dovere perché svelarvi accidentalmente qualche linea guida della narrazione significherebbe togliervi metà del divertimento. 

Prairie svelerà la sua storia puntata dopo puntata, con piccoli colpi di scena, svolte narrative, che disveleranno l’enorme arcano sulla sua scomparsa e sulla sua vera identità.

E si mettetevi seduti e date per assodato che tutto sia perfettamente verosimile: The OA è bravissima in questo, anche perché se non lo fosse non avrebbe messo in crisi la critica di mezzo mondo. Una breve parentesi poi sul tono del racconto, assolutamente sui generis, qualcuno a ragione ha scomodato Twin Peaks, che ci aiuta moltissima nella sospensione dell’incredulità. 

Il punto davvero critico è la caoticità di temi: adolescenza, padri vs figli, cattività, occulto, sacro, oligarchi, love story e sci-fi.

Tutto insieme sembra tanto, tutto insieme è anche difficile da concepire, ma il risultato complessivamente è buono. 


THE OA - QUI INIZIANO GLI SPOILER 


E qui iniziamo con gli spoiler, quindi tu che non hai visto chiudi subito, invece tu che cerchi di capirci qualcosa dopo tutti gli 8 episodi continua pure. 

The Oa immagini

Quindi capiamoci fra noi che l’abbiamo vista. The OA ha così tante sfaccettature che è difficile essere ordinati nell’affrontarlo: partiamo da uno dei più grandi snodi narrativi, ovviamente la presa di coscienza da parte della protagonista di essere un angelo. Non facile inserire il tema del sacro in una serie tv che aveva sì parlato di aldilà, ma era lontano anni luci dalla questione del sacro. E in qualche modo questa rivelazione non ci appare strampalata, in qualche modo gli autori avevano messo indizi qui e lì, e l'aspetto di Prairie e tutti quegli atteggiamenti apparentemente remissivi dei suoi compagni di cella finalmente assumono un senso. 

Protagonisti The OA

Ancora centrale il rapporto costruito fra carceriere e carcerati: una delle parti più interessante è la dinamica fra Hap (Jason Isaacs, lo abbiamo visto in Awake) e tutti i malcapitati imprigionati nella miniera. Verrà chiamato Angelo Cacciatore, desideroso di scoprire i segreti degli altri angeli. Un personaggio sfaccettato il suo, capace di intenerirci proprio come se fossimo i suoi carcerati e soffrissimo come loro della Sindrome di Stoccolma. 

Parlavamo prima del tono sostanzialmente surreale della serie tv, anche quello essenziale per calarci appieno in The OA: prendete ad esempio la sequenza dei 5 movimenti, stramba, all’inizio quasi comica, che diventa a un certo punto un tormentone fondamentale, tanto che nella scena finale, quando i cinque nuovi angeli durante la sparatoria a scuola la replicano, emoziona da morire. È come assistere alla performance finale in un film sul balletto. 

The OA Movimenti gif

Si, la performance corale: una coralità ritrovata ultimante nello sci-fi di Netflix fra Stranger Things Sense8. 

Il protagonista carismatico, in questo caso Praire (come Eleven lo era per Stranger Things) guida il tutto ma sono quelle scena di insieme ad emozionarci davvero. 

Molto buono il lavoro di Brit Marling - attrice e sceneggiatrice di The OA - che fa da narratore omerico per tutti gli episodi, nel senso che con l’oralità racconta una storia e la rende vivida nella mente dei suoi ascoltatori, attraverso parole, gesti, dimostrazioni. 

E il finale di The OA cosa significa?

Dopo che i cinque ripetono i 5 movimenti, Prairie si becca la pallottola volante e viene immediatamente trasportata nell’ambulanza. Subito dopo la vediamo in un luogo "altro" dire stupita “Homer?”.
Dove si trova? In un’altra dimensione dove è fuggito anche Homer oppure nel luogo in cui il dottore e le sue cavie si sono spostati?

In più è Homer il vero nome dell’innamorato di Prairie? Dopo il ritrovamento di Alfonso dell'Odissea sotto il letto di Prairie ci vengono legittimi dubbi. Assolutamente si, almeno stando al video di Youtube che Prairie guarda nel primo episodio di The OA sul risveglio miracoloso di un quarterback dopo un incidente sul campo da football (molto Friday Night Lights se proprio me lo chiedete). 

La serie tv ovviamente non si chiude con delle risposte chiarissime, anche se, se vi siete fatto trasportare dal racconto, non vi sembrerà strano credere alla storia di Prairie. 

Brit Marling

Da un lato quello che racconta la protagonista potrebbe essere vero nonostante i tentennamenti sull’ultimo, quando Alfonso trova appunto i libri che probabilmente avrebbero ispirato le storie raccontate.
Appunto i libri:
come sono finiti lì? Su internet si legge l'interessante teoria: ce li avrebbe messi il consulente dell'FBI con il quale Prairie parla della sua esperienza. I volumi su Odissea, Oligarchi e PM sembrano nuovi, intonsi, senza contare la difficoltà da parte di un ex cieca di leggerli. Forse il suo è un modo per contenere la storia sugli angeli. 

Dall'altra parte la dimostrazione dei movimenti dei 5 sembrano solo distrarre il serial killer nella scuola, non fanno davvero nulla di "magico" (almeno apparentemente).

E in caso la storia degli angeli fosse vera cosa succederà ai protagonisti?  E i movimenti hanno davvero trasportato l’Original Angel in un’altra dimensione?

Ma soprattutto avete ancora dubbi sul fatto che The OA sia una buona serie tv?

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Last modified on Giovedì, 22 Dicembre 2016 13:07
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