Le Serie tv più Innovative del 2016 Featured

Venerdì, 23 Dicembre 2016 12:00
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Serie tv innovative 2016

Non facciamo il gioco delle migliori serie tv del 2016 neanche quest’anno, e neanche delle migliori nuove serie tv come l'anno scorso.

 

Lo fanno tutti, anche Donna Moderna per dire, quindi noi cerchiamo un nuovo angolo con il quale parlare di questo 2016.

Parliamo di innovazione: non di meglio o di peggio, semplicemente di quelle serie tv che riguardo a temi, soluzioni registiche o rivalutazione di un genere hanno parlato un linguaggio diverso dal solito.

Non sono dunque per forza “Le più Belle” sono sicuramente le più rappresentative.

Senza dubbio nell’anno appena trascorso l’hanno fatta da padrone Netflix e Sci-fi, quest'ultimo genere in discesa libera per quasi un decennio che finalmente vede nuovi mondi e nuovi modi di essere affrontato. 

Ma andiamo in ordine e vediamo le serie tv più innovative di questo lungo 2016.

 

1. ATLANTA

Atlanta serie tv 2016

Quando Donald Glover ha mollato Community per darsi alla musica rap abbiamo pensato tutti all’ennesima fantasie adolescenziali: l’astronauta, il cowboy, il ginecologo delle star.
Invece, oltre ad aver avuto un discreto successo musicale, è riuscito a utilizzare tutta l’esperienza acquisita nel meta-mondo della serie di Dan Harmon per scrivere, girare, recitare in, e produrre Atlanta, una serie altrettanto meta con tempi comici da pura stand-up performance, pur rimanendo incredibilmente vicino alla realtà come fosse il più classico drama. Forse è ancora presto per dirlo, ma Atlanta ci dimostra che forse un altro modo di fare sit-com è possibile.

Leggi la recensione dell'intera stagione di Atlanta.

(by Andrea Gabrielli)

 

2. WESTWORLD

Westoworld serie  tv 2016

Per dieci settimane ci siamo chiesti cosa fosse Westworld e se davvero avesse senso l’ennesima storia sull’intelligenza artificiale che prende coscienza di sé. Solo alla fine abbiamo capito che è troppo facile etichettarla in questo modo, che in fin dei conti è una storia sulla coscienza stessa. Una rilettura, a nostra memoria mai vista prima in TV, della natura della memoria e della realizzazione di sé.
La coscienza degli host di Westworld altro non è che il cumulo di ricordi sepolti in un hard-disk che ha subìto infiniti aggiornamenti e formattazioni ma, come tutti gli informatici sanno, non è poi così difficile far tornare a galla i bit formattati non ancora sovrascritti.
Ed ecco che quei bit determinano le scelte dell’intelligenza artificiale che paradossalmente arriva a rifiutare la sua piena realizzazione per inseguire i propri – pur fittizi – ricordi.   

Leggi la recensione del Pilota di Westworld.

(by Andrea Gabrielli)

 

3. THE GET DOWN

The get down serie tv 2016

The Get Down è la magia creata da Baz Luhrmann in questo 2016 per Netflix. Il regista di Moulin Rouge e Romeo+Juliet ha preso come ingredienti la musica, la storia, la periferia della città di New York, ha mescolato e ne ha tirato fuori una potentissima serie tv. E non era scontato, si veda alla voce Vinyl. Siamo nel Bronx, alla fine degli anni ’70: la disco music spara i suoi ultimi sfavillanti fuochi d’artificio e dall’underground newyorchese nasce una nuova cultura, l’hip hop, e un nuovo genere musicale, il rap.
Con un pilot alquanto barocco e altri 5 episodi più asciutti, ma ugualmente densi di riferimenti storici, questa serie tv non propina una lezioncina sulle origini del rap ma lascia parlare le sue rime, la poesia dei suoi testi e il get down, che è la parte migliore di un pezzo, quella manciata di secondi che vanno isolati dal resto della canzone e riprodotti di continuo. La base, appunto, del rap. Una serie tv corale, con una ricostruzione storica molto efficace ma senza paura di delineare personaggi che sembrano supereroi.
A metà strada tra un musical e un documentario. A puntate. 

Leggi la recensione di The Get Down

(by Raffaela Cesaretti)

 

4. THE OA

The OA

Fresco di rilascio su Netflix - 16 dicembre - ma già capace di far parlare di sé. Il commento che vedrete associato più spesso a questo sci-fi è: “bello, ma non sono sicuro di averlo capito”.
The OA ha il merito, o il difetto, di prendere tutti i temi legati all’infelicità umana, all’ultraterreno e convogliarli in un prodottino confenzionato bene, con una regia che ammicca ai film indipendenti. Prairie è una donna sopravvissuta a un tentato suicidio che dopo sette anni reincontra i suoi genitori e torna a casa nella periferia americana. Nel suo passato eventi terribili che però la porteranno ad avere coscienza di cosa è lei e di cosa può fare. Una serie tv più che innovativa molto coraggiosa che per il momento ha vinto una bella scommessa.

Leggi la recensione dell'intera stagione di The OA 

 (by Roberta Abate)

 

5. THIS IS US

This is us serie tv 2016

This Is Us ha convinto tutti, critica e pubblico, ma a cosa è dovuto un tale successo?
La serie sorprende nel suo approccio originale al genere family drama. A differenza dei suoi illustri predecessori (Parenthood o Brothers and Sisters) This Is Us ci propone una serie di storyline parallele e interconnesse: le toccanti storie e gli eventi di vent’anni prima definiranno i personaggi adulti e cresciuti nel presente.
Un “twist temporale” che rende il prodotto atipico e interessante: i flashback sono ormai superati, qui il passato e il presente hanno la stessa rilevanza. 

Leggi la recensione del primo episodio di This is US

(by Francesco Bacci)

 

6.  STRANGER THINGS 

Stranger things 2016

In una cittadina dell’Indiana, un ragazzino sparisce circostanze misteriose e contemporaneamente compare dal nulla una ragazzina dotata di strani poteri. Solo la mamma e gli amici del bambino sono convinti che lui sia ancora in vita e indagano sulla sua scomparsa, ma siamo nel 1983 e senza cellulari la ricerca si limita a una sorta di Ouija. Nella serie ritroviamo citazioni da ET, Goonies, Stand By Me, Star Wars e Carpenter, e per i nati negli anni 80 è un tuffo nel passato, ma Stranger Things ha un merito: quello di fondere nella narrazione, linguaggio e sonorità tipici dei cult 80s, con dettagli squisitamente contemporanei per quanto riguarda lo sviluppo di ogni scena. 

Leggi la recensione di Stranger Things

(by Giorgia Lai)

 

7. THE YOUNG POPE

the young pope

Di innovativo in The Young Pope c’è sostanziale Sorrentino che se ne frega altamente del fatto che dovrebbe dare alla luce una serie tv e propina allo spettatore uno dei suoi film dalla modica durata di 10 ore. 

Trama sospesa, suore che giocano, canguri, suore che fumano e troppa fretta nel dirci solo sul finale quello che avevamo già capito e già detto proprio in questa sede: c’è un bambino disperato che cerca i genitori che l’hanno abbandonato 40 anni fa. 

Incidentalmente questo bambino è anche il Papa. 

Leggi la recensione del pilota di The Young Pope

(by Moreno Scorpioni)

 

8. THE CROWN

the crown

In un affollato palinsesto televisivo, parlare di una produzioni originali e che si distinguono dalla massa è un’impresa quasi impossibile per non dire utopistica. Eppure questo 2016, nonostante tutto, è riuscito a regalare qualcosa di buono soprattutto a noi serial addicted. Una fra le serie tv più originali di quest’anno è sicuramente The Crown, la Downton Abbey di Netflix che è disponibile sulla piattaforma streaming dallo scorso 4 Novembre.
Perché la serie a sfondo storico sulla vita di una giovane Elisabetta II è originale tanto da entrare nella nostra classifica?
Per uno stile fresco e sincero, The Crown non solo riesce a tratteggiare il volto di una sovrana giovane, onesta ma inconsapevole del suo grande appeal, ma soprattutto riesce a mixare audacemente dramma familiare e storia. Un bilanciamento perfetto che permette alla serie stessa di esplorare nuovi orizzonti e non cadere in grossolani errori di sceneggiatura di altre serie tv storiche. E poi, c’è Matt Smith nel cast. Cosa volete di più?   

Leggi la recensione di The Crown

(by Carlo Lanna)

 

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