Quando l’Inferno di Dante diventa pop: film, romanzi, fumetti e videogiochi Featured

Mercoledì, 21 Dicembre 2016 13:30

Dante commedia pop

Una società in cui l’immagine conta più di ogni altra cosa, dove è la rappresentazione a valere più della narrazione, può non adottare un’opera così spettacolare come la Divina Commedia con i suoi tre universi controversi e con gli innumerevoli ritratti degli attori che ne fanno parte?

  

"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"

 

Scoglio obbligatorio di ogni studente italiano, la Divina Commedia è l’opera letteraria per eccellenza della modernità, diventata addirittura mito della contemporaneità.

Come infatti ha affermato il filologo e dantista Marco Santagata, “la figura di Dante è entrata di prepotenza nel circuito della comunicazione, che l’ha imposta come una sorta di icona pop. Sono molti anche coloro che parlano della Commedia, ma è evidente che una cosa è parlarne per sentito dire, altra cosa averla letta. Ciò detto resta il fatto che la Commedia gode oggi di un successo quale mai le era arriso nei secoli passati”.
Il capolavoro del poeta toscano proprio grazie alla sua visionarietà creativa, oltre a essere icona, è diventato un vero e proprio “brand”, declinato in ogni linguaggio e in ogni settore del mercato, dal cinema al romanzo, dal videogioco al fumetto.


IL BRAND "INFERNO" DELLA DIVINA COMMEDIA TRA CINEMA, ROMANZI E VIDEOGIOCHI


Trasposizioni che spesso avvengono senza pietà e senza alcuna licenza filologica, perché come giustamente ha notato Santagata, è la figura di Dante, e non l’opera in sé, a riscuotere successo: “la Commedia è un testo difficile, spesso oscuro: molte volte il lettore medio, ma diciamo pure il lettore colto, non capisce ciò che Dante scrive. Un paradosso che invita a riflettere”.

Nell’ultimo periodo abbiamo così assistito a un proliferare, più o meno casuale, ma sempre crescente, di opere di ispirazione dantesca.

Anzi a essere più precisi ad attirare l’interesse artistico è uno solo dei tre mondi che il poeta toscano attraversò sette secoli orsono: l’Inferno.

Solo per citare qualche titolo, si va dal videogioco Dante’s Inferno da cui sono stati tratti a loro volta una serie a fumetti edita da Panini Comics e il cartone animato Dante’s Inferno: An Animated Epic a due documentari: il primo è Dante's Inferno - Abandon All Hope diretto da Boris Acosta e basato sulle litografie di Gustave Doré, l’altro è Botticelli Inferno di Ralph Loop sulla celebre Mappa dell’Inferno realizzata invece dal pittore rinascimentale.

L’opera di Botticelli è anche protagonista di Inferno, romanzo di Dan Brown, ambientato a Firenze, da cui è stato tratto l’omonimo film uscito recentemente e diretto da Ron Howard.

E sempre recentemente, spostandoci al mondo del fumetto ma restando a casa nostra, è stato pubblicato uno Speciale Dampyr (personaggio della Sergio Bonelli Editore) dall’emblematico titolo La porta dell’Inferno, completamente ambientato nell’Oltretomba dantesco e ispirato al lavoro di Dorè.

E l’editrice Giunti invece ha appena ripubblicato nella collana dei Capolavori della letteratura Disney, due grandi classici come L’Inferno di Topolino e L’Inferno di Paperino, due cult che hanno fatto la storia del fumetto italiano e che traducono il regno dei dannati nel linguaggio disneyano.
Se qualcuno si sta chiedendo le ragioni per cui il capolavoro di Dante sia così saccheggiato da trasposizioni e adattamenti vari, la risposta migliore è nel libro di Emilio Pasquini, Il viaggio di Dante – Storia illustrata della Commedia (Carocci, 315 pp, 29 €), pubblicato in occasione del 750° anniversario della nascita di Dante.

Il saggio è appunto una storia illustrata del viaggio narrato nel poema, riproposto in una riscrittura moderna più discorsiva e dove le figure e le immagini inserite (le straordinarie miniature trecentesche del manoscritto Holkham) accompagnano paesaggi e personaggi come essenziale ricezione che è guida e stimolo a quella attuale.

E ritornando alle questioni sopra citate, l’autore espone all’inizio una duplice motivazione: “da una parte, la potenziale, assoluta popolarità di Dante, confermata anche da un esecutore come Roberto Benigni. Per dirla con Gianfranco Contini, Dante era un autore fondamentalmente popolare, e dovrebbe tornare a esserlo. L’Italia si arricchirebbe moltissimo se, trascurando valori secondari, potesse vantare un Dante popolare. Dall’altra, la natura, ben riconoscibile nel poema, di opera illustrata o illustrabile. Citando ancora Contini: «La Commedia era da principio un libro illustrato? Non sono in grado di dare una risposta sicura a questa domanda, e debbo ammettere che mi pare probabile, così a fiuto, che la Commedia non sia nata come libro figurato. [...] Tuttavia direi che la Commedia è un libro illustrabile, cioè un libro autorizzato dall'autore all'illustrazione perché contiene passi capitali in cui si è invitati a una rappresentazione visuale, basti pensare ai rilievi del Purgatorio»”.


Dal poeta William Blake a Salvador Dalì fino ad arrivare a Go Nagai, il papà di Mazinga, l’illustrabilità della Divina Commedia ha affascinato artisti di ogni epoca e parte del mondo e siamo sicuri continuerà farlo in eterno.

Perché Inferno, Purgatorio e Paradiso sono universi con cui tutti dobbiamo fare i conti.

Seguici anche su Facebook

e-max.it: your social media marketing partner
Last modified on Mercoledì, 21 Dicembre 2016 13:40
Rate this item
(4 votes)
Read 460 times
Antonio Napolitano

Contact Details

  • Country
    Italy

Social Profiles

LE NOVITÀ

Netflix
Serie tv Cult
film 2015
Film tratti da libri

cappellosenzatesta-loris-dogana-banner

Calendario

« January 2017 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

Seguici su Facebook

 

Le nostre interviste

SCELTI PER TE

Seguici su G+

CAPPELLOSENZATESTA