Ho visto 50 Sfumature di Grigio dall’inizio alla fine, e ve lo riassumo così Featured

Giovedì, 12 Febbraio 2015 08:10
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50 sfumature di grigio frasi 

Sì, è successo. Nonostante RoarMagazine abbia una linea editoriale molto rigida di fronte all’invito all’anteprima di 50 Sfumature di Grigio si è posto il dilemma etico. Abbiamo deciso di andare, e questo è il racconto di ciò che è successo.

«Adesso farai l’amore con me?»

«Io non faccio l’amore, io scopo forte.»

Tranquilli: YouPorn non si è impossessato del vostro computer e non state vedendo un vecchio film del naufrago Rocco. Quello che state leggendo è ancora RoarMagazine. O meglio, quella che avete appena letto è una delle pregnanti battute di 50 Sfumature di Grigio, il primo capitolo della trilogia tratta dai libri di  E. L. James diretto da  Sam Taylor-Johnson.

Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire cosa succede in questo chiacchieratissimo film.


50 SFUMATURE DI GRIGIO: STAMMI LONTANA, TI DESIDERO


Seattle, tempi nostri.

Anastasia Steele (Dakota Johnson, c’è vita lì dentro?) è una poveraccia della Georgia che non ha ancora conosciuto i piaceri della carne (e neanche del parrucchiere), per mantenersi agli studi non fa come tutte le poveracce di provincia la cameriera in un bar, no. Lavora in un ferramenta. Se ve lo state chiedendo sì, questo è il colpo di scena più interessante delle due ore di film.

Ma andiamo avanti.

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La poveraccia della ferramenta che evidentemente non sa cosa sia una piastra per capelli ha un brutto vizio: mordicchiarsi il labbro. Lo fa sempre, in qualsiasi circostanza: dalla mattina quando si alza a quando vende corda e nastro isolante a un miliardario uomo d’affari che no, non ha l’hobby del fai da te; da quando è a lezione all’università a quando si prova un vestito. Rimanete concentrati sul mordersi il labbro che è fondamentale, mi raccomando.

Una mattina come tante la coinquilina della poveraccia della ferramenta le chiede di sostituirla in un’intervista per il giornale dell’università a Christian Grey (Jamie Dornan, espressione cercasi), facoltoso uomo d’affari che non si sa di cosa si occupi (e non lo saprete neanche dopo due ore) ma è ricco sfondato. Succede quindi che la poveraccia della Georgia, in realtà appassionata di letteratura inglese, si rechi da Mr. Grey per fare un piacere all’amica e succeda l’inevitabile: in un ufficio di stronze anoressiche con tacco ventimila e smartphone ultratecnologici, lei ha ancora uno starTac. Se vi siete dimenticati cosa significa questa parola vi ricordo che Google è vostro amico. 

Si diceva: l’intervista. Che comincia nel più classico dei modi con la poveraccia della ferramenta che inciampa sul nulla e cade non appena viene aperta la porta per poi alzare lo sguardo e scoprire la bonaggine di Mr. Grey. Lui, dal canto suo, non se la fila: riconosce la zotica che è in lei e lascia correre. L’intervista procede senza particolari guizzi eccezion fatta per il mordicchiamento di cui sopra che risulta essere l’unico motivo per cui il facoltoso uomo d’affari decida di interessarsi alla zotica. Ora, un’altra corrente di pensiero sostiene che Mr. Grey fosse semplicemente arrapato fracico ma noi siamo giovani romantici e crediamo nella storia.

Galeotto fu quel labbro ormai grondante di sangue a furia di morsi dunque e fai colazione oggi, bevi un caffè domani, salva la poveraccia della ferramenta da una folle ubriacatura causata da uno shot uno (1) e da un tipo subito friendzonato, l’amore è dietro l’angolo.

Non fosse che Mr. Grey è il classico uomo col mestruo: mi piaci molto ma non possiamo stare insieme; sei perfetta ma io non lo sono per te; stammi lontana, ti desidero. 

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I PIACERI DELLA CARNE E DEL MUGOLIO


Da qui in poi, il nulla (sì che prima!). No dunque: da qui in poi comincia il più classico rituale di corteggiamento fatto di stalking, clausole di riservatezza, contratti di dominazione e regali fatti non per comprare l’amore dell’altra, no. Com’è come non è, la timorata di Dio della Georgia finisce in un battibaleno a casa del miliardario misterioso che le pone una condizione: non la sfiorerà neanche con un dito fintanto che lei non avrà firmato un misterioso accordo sessuale.

Ma il caro Mr. Grey non sa che anche la poveraccia della ferramenta ha un segreto da confessare: non ha la minima idea di cosa sia la dominazione e cosa le piaccia a letto perché, tra uno scuotimento di testa e uno sguardo basso colpevole, lei non è mai andata a letto con nessuno. Perché aspettava quello giusto, perché ha dei valori, perché crede nell’amore, quello vero. 

La soluzione è evidente: bisogna scopare. E in men che non si dica la poveraccia della ferramenta si trasforma in una cagna da porno di quart’ordine che mugola a casaccio: lui le tocca i capelli, lei mugola; lui le tocca il gomito, lei geme; lui le tocca i piedi per sfilarle le scarpe (le più brutte della storia), lei viene; lui le infila un dito nel naso, orgasmo multiplo.

Conosciuti i piaceri della carne e assunte le sembianze della tigre del ribaltabile, mentre Mr. Grey suona una triste canzone al piano di notte Anastasia si sveglia (naturalmente con la camicia di lui addosso) come una puledra imbizzarrita pronta per una nuova, entusiasmante cavalcata. 

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Superato il dramma verginità (manco fosse un gdr), l’inghippo vero: Mr. Grey scopa forte, come detto in apertura, ed ha una stanza del piacere dedicata al bdsm. È un attimo prima che la puledra torni a essere la poveraccia della ferramenta e, fatte quattro chiacchiere sulla questione, impugni il contratto e ponga veti abbastanza stringenti: no al fisting, no alle pinzette vaginali, no ai dilatatori anali. Provinciale.

Mr. Grey non si lascia di certo intimidire da queste restrizioni perché lui, non si sa bene quando, come e perché, ha capito che Anastasia lo sta cambiando e quindi è disposto a tutto per lei. In un profluvio di tira e molla fatto di lo firmo o non lo firmo e di comparsate in ogni luogo di lui per sbattersela e ricordarle cosa perderà se non firmerà il contratto, la poveraccia della ferramenta decide di abbracciare il suo lato da puledra selvaggia e di concedersi ai piaceri del sado

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Tra una sculacciata e qualche frustata, il dramma vero: lei che vuole andare a trovare la madre in Georgia e lui che non digerisce il fatto. La madre, manco a dirlo, una milfona di prima categoria. La questione Georgia è dura da digerire per Mr. Grey così decide di raggiungere la sua donna e portarla a fare un giro su uno di quei piccoli aereoplanini privati.

Di nuovo frustate, di nuovo corde, confessioni fatte nel cuore della notte con Mr. Grey che entra in camera di Anastasia, si siede sul letto accanto a lei e le racconta di un’infanzia difficile fatta di adozioni, madri prostitute e crack, il tutto senza che Anastasia si svegli. Drammi continui dovuti a restrizioni incresciose come il fatto che Anastasia non lo può toccare fanno esplodere la poveraccia della ferramenta che decide di voler sperimentare il vero dolore e chiede a Mr. Grey di mostrarle il peggio che può farle.

Sei (6) frustate. Contate ad alta voce. Inaccettabile.

Così inaccettabile che la poveraccia della ferramenta sbotta e gli domanda perché, perché non possono essere una coppia normale e fare le cose normali. Mr. Grey si alza, si avvicina alla finestra, abbassa lo sguardo e sussura: «Perché ci sono 50 sfumature di depravazione in me». GENIO.

In tutto questo però, care amiche, 50 Sfumature di Grigio ci lascia con una lezione molto importante, un messaggio di rivendicazione e liberazione sessuale dai soliti stereotipi: la ceretta non è più di moda.

 

 

 

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Last modified on Lunedì, 25 Gennaio 2016 16:47
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Moreno Scorpioni

Responsabile editoriale sezione Libri 


 Moreno Scorpioni (morens3000 nell’internet) è un social media manager – ma alla mamma dice solo che fa il manager a Milano – che si occupa di editoria, startup, gaming e innovazione. Scrivendo un resoconto sull’anteprima, ha provato sulla sua pelle cosa significa andar contro la fanbase di 50 sfumature di grigio. Il che, gli ha permesso di scrivere un libro: “Questo libro è un coltellino svizzero”.

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