Le cose che verranno. 2 Recensioni a confronto Featured

Martedì, 11 Aprile 2017 07:47
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Le cose che verranno trama film

Nelle sale italiane dal 13 aprile 2017, Le cose che verranno (L'Avenir), diretto da Mia Hansen-Løve - che si è accaparrato l'Orso d'Argento alla miglior regia al Festival di Berlino - e interpretato da Isabelle Huppert, è pura filosofia tradotta sul grande schermo.


Le cose che verranno - la Trama del Film


Nathalie (Isabelle Huppert) è prima di tutto un'insegnante di filosofia, di quelle che non portano solo il lavoro a casa, ma lo abbracciano completamente. Ha trascorso una gioventù impegnandosi politicamente fino a che non si è dedicata all’insegnamento in un liceo, stimolando confronti e dibattiti ai suoi alunni, orientandoli al libero pensiero e all’indipendenza. Divide la sua vita tra famiglia e libri, che divora con la curiosità di una ragazzina. Da un momento all’altro la sua vita sembra prendere una netta svolta: il marito confessa di averla tradita e la abbandona, la madre depressa muore in una clinica privata, e i figli diventano adulti.

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Anche Fabien, uno dei suoi alunni migliori sembra abbandonare l’esempio moderato dell’insegnante per orientarsi a un pericoloso anarchismo. Dopo anni di dedizione nei confronti dell’altro, le piove dal cielo un’insospettata “libertà”, che sarà difficile da cogliere nel suo splendore. Ma come si può conciliare una libertà intellettuale da sempre professata con quella scaturita dalle vicissitudini della vita? 


Le cose che verranno: 2 Recensioni a confronto


Filosofia e Leggerezza by Federico Riccardo

Nel tentativo di “portare la filosofia al cinema” la regista Mia Hansen-Løve (Un amore di gioventù, Eden) compie qualcosa di inspiegabilmente straordinario: ci regala una meravigliosa leggerezza. Malgrado la situazione tragica che attraversa la protagonista, i toni non sono mai drammatici o esasperati. Tutt’altro: è attraverso l’ironia della quotidianità che riusciamo a farci avanti nella storia di Nathalie - la magistrale Isabelle Huppert, quest’anno reduce da una nomination agli Oscar per Elle di Paul Verhoeven - e a sopportare l’oggettiva pesantezza delle vicissitudini.

A ciò può collegarsi un altro punto di forza del film, ossia la totale assenza di narrazione della vita frenetica parigina: è il verde dei parchi nei dintorni, la natura talvolta incontaminata (quasi romantica) a fare da sfondo alla vita di Nathalie, sottolineandone l’umore candido e poetico. Si passa poi da Parigi ad alcune riprese effettuate in Bretagna - luogo dove Nathalie e l’ormai ex marito possiedono la casa delle vacanze - e infine nella campagna più desolata dove l’ex alunno Fabien ha deciso di rifugiarsi. Certe inquadrature tendono a mostrarci una Huppert in totale compenetrazione con l’immensità del paesaggio, quasi un moderno “Monaco in riva al mare” a braccetto con l’esistenzialismo cui è incappata.

Tuttavia il film sarebbe apparso più completo se si fossero approfonditi certi aspetti della trama, che qui fanno solo da contorno: in primis il confronto tra la generazione della protagonista e quella di oggi. Vediamo Nathalie,  ex sessantottina ormai politicamente disillusa, convertitasi a una vita borghese, condannare certi studenti che protestano per la scomparsa dei diritti. Questo non viene totalmente approfondito, anche quando gli si dà spazio nel corso del film. Stessa cosa per quel che riguarda la relazione tra lei e Fabien, di pura complicità da un punto di vista teorico, ma in contrasto nel momento in cui lui aderisce a iniziative del tutto lontane dal pensiero della Nathalie di oggi. È come se non venisse ben evidenziata la spaccatura tra la Nathalie che fu e quella che è, come se in questo caso il personaggio si veli di un’insospettata incoerenza.

Che anche questo faccia parte del mistero della vita, che nemmeno la filosofia puoò spiegare? Malgrado queste piccole mancanze, la regia – non a caso vincitrice allo scorso Festival di Berlino - è talmente intelligente da risollevare tutto il film in maniera esemplare.

Le cose che verranno è un film che come la filosofia procede ponendo dei quesiti, avanzando delle tesi che vengono smontate e rimontate continuamente. E come in filosofia, non abbiamo mai una vera risposta, ma solo la rappresentazione oggettiva del grande romanzo dell’esistenza.

 

Un film pieno di Grazia by Andrea Strafile 

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Mia Hansen-Løve racconta con la delicatezza delle donne una storia di vita come possono essercene tante, attenta a lasciar passare la bellezza delle immagini, dei luoghi e dei pensieri.

Dio benedica il cinema francese che, se fatto bene, riesce a essere esaustivo e potente anche solo attraverso la parola. Se poi ci aggiunge fiori freschi, pasticceria bonbon e case meravigliose sul mare di Normandia, ti lascia un'impronta che difficilmente ti scrolli di dosso uscito dalla sala. 

Queste cose il film ce le ha tutte, e anche di più. 

La regia fluida e la fotografia sono i mezzi più corretti che la regista usa per far uscire la naturale bravura di Isabelle Huppert, capace di dare al suo personaggio quel carattere forte e insieme romantico col quale lascia scorrere via il mondo che le cade addosso, senza rinunciare a eleganza ed emozione. 

Lo sfondo è quello di Parigi, che per una volta non mostra il suo lato più bello e lezioso, ma il suo lato di città con i suoi abitanti, il suo traffico e la vita di ogni giorno. 

La voglia è quella di raccontare il momento drammatico di un'esistenza più che adulta, in chiave non drammatica: l'emancipazione di Nathalie non è una lotta forsennata, ma un'evoluzione naturale. 

E poi c'è la ribellione vera, con cui la donna non si scontra perché sa ascoltare, immagazzinare e scegliere: il suo studente Fabien, brillante giovane pensatore, ha fatto della filosofia il tramite per la radicalizzazione delle idee, per la sua scelta di allontanarsi dalla società. Con lui non ha violenti scambi, ma dialoghi costruttivi che arricchiscono il giovane, se stessa e lo spettatore. 

Intelligente e raffinato, senza rinunciare a qualche risata di cuore, Le Cose Che Verranno è la bellezza dei problemi, del quotidiano e della donna, il tutto raccontato con genuina intensità.

Isabelle Huppert è solo la nota perfetta che rende il tutto indimenticabile.

  

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Last modified on Martedì, 11 Aprile 2017 08:52
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