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Radio Aelia Media. Fare radio in città, per la città.

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RADIO AELIA MEDIA- Si è appena conclusa a Bologna l’esperienza di Radio Aelia Media, un progetto che ha unito arte contemporanea, cittadinanza attiva, informazione e giornalismo. progetto, vincitore del primo Premio Internazionale di Arte Partecipativa promosso a Bologna dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con La Rete Art Projects e Goodwill, nasce dalla creatività dell’artista messicano Pablo Helguera ispirato dal pensiero di “creare un istituto culturale itinerante di giornalismo nonché centro di diffusione, quale canale d’arte multimediale e alternativo”....

radio aelia mediaRADIO AELIA MEDIA- Si è appena conclusa a Bologna l’esperienza di Radio Aelia Media, un progetto che ha unito arte contemporanea, cittadinanza attiva, informazione e giornalismo. Il progetto, vincitore del primo Premio Internazionale di Arte Partecipativa promosso a Bologna dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con La Rete Art Projects e Goodwill, nasce dalla creatività dell’artista messicano Pablo Helguera ispirato dal pensiero di “creare un istituto culturale itinerante di giornalismo nonché centro di diffusione, quale canale d’arte multimediale e alternativo”.  Il progetto partito da gennaio 2011, quando Helguera vince il premio, vede nei mesi successivi il crearsi del Gruppo e dell’Officina Aelia Media, mentre dal 15 Ottobre al 28 ottobre sono andate in onda le trasmissioni dal chiosco di Piazza Puntoni (cuore del centro universitario).

AUTO-ORGANIZZAZIONE E PRODUZIONE DEI MEDIA- Con lo scopo di fungere sia da terreno di formazione per produttori culturali che di broadcasting center temporaneo, i programmi di Aelia Media si sono ispirati a concetti di auto-organizzazione e produzione dei media basati sulle radici della comunità locale, prestando particolare attenzione ai contenuti generati dagli utenti. I temi toccati erano quindi legati a doppio filo con il territorio Bolognese: dalla realtà delle periferie al confronto con l’immigrazione, dalla mappa dei suoni della città alle favole della tradizione popolare, in un susseguirsi di voci, domande, racconti.

In onda talk, dibattiti, interviste e approfondimenti culturali, ospiti in diretta e momenti di scambio con il pubblico. Pubblico che poteva ascoltare le trasmissioni live dalla piazza, oltre che in streaming sul sito aeliamedia.org e sulle frequenze delle radio libere bolognesi che hanno aderito al progetto: Città del Capo Radio Metropolitana,  Radio Città Fujiko e Radio Kairos.

IL CHIOSCO OPEN SPACE NEL CENTRO DI BOLOGNA- Fondamentale la scelta della sede delle trasmissioni ideata come punto di incontro e di interazione con il pubblico. Un chiosco temporaneo, progettato da La Pillola: una struttura dalle pareti di pellicola trasparente, formata da tubi di pvc arancioni ed interamente riciclabile. Al suo interno ha lavorato la squadra di 20 operatori culturali bolognesi, attivi in diversi ambiti e formati da Pablo Helguera attraverso una scuola di giornalismo d’arte, ospitata a Villa delle Rose, sede che il MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna) ha messo a disposizione del progetto.

fuori chiosco 2

AELIA LELIA CRISPIS- Molto significativa anche la scelta del nome, che prende spunto da una storica epigrafe del sedicesimo secolo (dedicata ad una misteriosa Aelia Lelia Crispis) la cui interpretazione è ancora oggi dibattuta. Il progetto richiama anche alle radio libere degli anni 70 (come la nota radio Alice); questo legame tra i movimenti culturali degli anni ‘70 e la storia antica di Bologna non è per Pablo Helguera una scelta arbitraria, ma nasce dall’esigenza di fornire una prospettiva storica di lungo periodo della vita sociale e politica di una comunità, per garantire una certa distanza dal passato più recente, evitando di farne un mito.

dentro chiosco 3

 

Domande e risposte dello staff nella trasmissione conclusiva di radio Aelia Media

D: Qual è stata la risposta dei cittadini alla richiesta di “partecipazione attiva”

R (staff aelia media):La risposta a  volte è stata positiva, altre volte invece scappavano di fronte al microfono, ma farlo in un luogo “sociale” invece che in una radio al chiuso è certamente più facile […] Se riesci ad offrire uno spazio di inclusione invece che di esclusione (come molti dei quartieri delle città), la gente è ben contenta di partecipare

R (Julia Draganovic, curatrice del progetto):Bisogna smettere di usare la parola partecipazione come etichetta ma declinarla nei modi in cui si esprime: discutere, stare assieme, giocare, fare radio, fare eventi… Questo rende già più ricco e creativo qualsiasi approccio. Pablo è riuscito a farlo nell’arte contemporanea grazie anche a performances e progetti come questa radio.”

D: Le aspettative e le speranze che avevate per questo progetto, sono state soddisfatte?

R (Pablo Helguera):Spesso mi chiedono se il progetto risponde all’idea che avevo all’inizio, ma io in generale cerco sempre di non farmi troppe aspettative. Nel senso che cerco di concentrarmi non sugli esiti ma sullo svolgimento stesso, sull’importanza di quel che stiamo facendo.”

D: La sede, chiosco “open space” nella zona universitaria, come ha influito sul progetto?

R (staff aelia media):Il luogo è ottimo per invogliare a intervenire, a prender parte, a condividere, ci ha fatto sentire accettati dalla città e dai cittadini. Siamo sicuri che, per fare un esempio, il cosiddetto problema “degrado” si potrebbe semplicemente risolvere con un progetto del genere invece che riempire vie e piazze di poliziotti e regolamenti ferrei.

RADIO AELIA MEDIA- Si è appena conclusa a Bologna l’esperienza di Radio Aelia Media, un progetto che ha unito arte contemporanea, cittadinanza attiva, informazione e giornalismo. progetto, vincitore del primo Premio Internazionale di Arte Partecipativa promosso a Bologna dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con La Rete Art Projects e Goodwill, nasce dalla creatività dell’artista messicano Pablo Helguera ispirato dal pensiero di “creare un istituto culturale itinerante di giornalismo nonché centro di diffusione, quale canale d’arte multimediale e alternativo”....

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