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Spolitica - Roar Magazine
Spolitica

Spolitica (30)

MERCOLEDI 22 GIUGNO AI WEIWEI E' STATO LIBERATO SU CAUZIONE DOPO DUE MESI DI CONTESTATISSIMA RECLUSIONE.

Ai Weiwei liberato. Note a margine

Secondo una nota dell'agenzia di stampa governativa il rilascio è dovuto alla buona condotta dell'artista nell'ammettere i suoi capi di imputazione (che ricordiamo riguardare questioni d'evasione fiscale), alla volontà di restituire le somme evase allo stato (si parla di 12,2 milioni di Yuan, l'equivalente di 1,3 milioni di Euro) e infine al diabete di cui soffre cronicamente.

Ai Weiwei, che resterà per un tempo indeterminato agli arresti domiciliari a Pechino, ha salutato i giornalisti accalcati di fronte alla sua abitazione con una dichiarazione sintetica ma efficace. Oltre a confermare le sue buone condizioni di salute ed esprimere la sua felicitá per essere di nuovo con la sua famiglia, Ai ha annunciato al mondo la sua obbligata autocensura.

 

AI WEIWEI: NESSUN TIPO DI COMUNICAZIONE

Per un anno all'artista non sará permesso alcun tipo di comunicazione con i media nazionali e internazionali, internet inclusa naturalmente. La netta discrepanza tra le accuse mosse, i crimini confessati e le condizioni del rilascio lascia spazio a un paradosso imbarazzante e ingombrante che sgretola la credibilitá dei capi di accusa.  Pur salvando le apparenze e giocando sulla falsa riga della legalità, il governo invita a insinuare la pochezza delle proprie imputazioni.


Se Ai Wiewei riparerà ai crimini (fiscali) commessi e ammessi, per quale ragione é stato interdetto dal lasciare dichiarazioni pubbliche, utilizzare internet, alias manifestare le sue opinioni?

 

MISURIAMO LA CIVILTA'. A NEW YORK LEGALIZZANO I MATRIMONI GAY. E A NOI TOCCA IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO - Raramente su Roar Magazine si prendono posizioni politiche serie e definite ... perché non siamo una testata giornalistica ma un salotto culturale. Non ci sporchiamo le mani perché abbiamo già il futuro ipotecato (generazione precaria che sta scontando il televoto dei teledipendenti paninari degli anni 80) e non vogliamo altre rogne. Anche stavolta ve ne preghiamo quindi, di non prendercii sul serio: il Paese sta vivendo drammi  peggiori, come i ministri senza stipendio da luglio 2011.Italia vs New York: a noi il legittimo impedimento. A loro i matrimoni gay.

Per tutti coloro i quali sono inermi e accecati dalla solidarietà per i ministri senza stipendio ho una sola cosa da dire: il mio consiglio lo trovate al minuto 1 secondi 23.

Per tutti gli altri insensibili senz'anima: accedentevi una paglia, stappatevi una birretta ei svaccatevi sul divano col ventilatore a palla. Roar Magazine vi vuole bene e vi porterà via al massimo cinque minuti di feroce attività intellettuale. 
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J'ACCUSE - MISURIAMO IL NOSTRO GRADO DI CIVILTA' - Questo tragicomico J'accuse sarà rapido ma non indolore... Sarà la trasposizione sinestetica e letterale di una ferita, di un nervo scoperto e leso che viene ottusamente e mediaticamente pizzicato in ogni dove, in nome della buona morale. In nome di quelli che ben pensano, perchè pagano le tasse, non fanno male a nessuno e hanno il sacrosanto diritto di dire quello che pensano.

PARTòT PARATA 2011 - BOLOGNA IN VISIBILIO GRAZIE AL MIX  DI ARTE, CULTURA, MUSICA E CONDIVISIONE - Sabato 18 giugno "solo" i vincenti scendono in piazza. Sabato 18 giugno "solo" chi sa sorridere scende in piazza. Sabato 18 giugno"solo" chi si vuol divertire scende in piazza. Sabato 18 giugno  ci sarà solo una cosa cui pensare. Sabato 18 giugno la parola d'ordine è solo una: PARTòT!

Partòt locandina - Bologna 18 giugno 2011

CHE COS'E' LA PAR TòT? - Forse qualcuno di voi, scollegato dal mondo, che vanta un passato da eremita sulla foci del Po', non sa nemmeno di cosa stiamo parlando. Ma cosa sarà questa PAR TòT? 
Non c'è una definizione unica, non ce n'è una giusta e una sbagliata.  Per la definizione ufficiale, vi rimandiamo al sito dell'Associazione Oltre, che da sempre si occupa amorevolmente della Par Tòt e delle persone coinvolte in questa meravigliosa manifestazione.

LA PAR TòT SECONDO NOIPar Tòt è amore. Par Tòt è musica. Par Tòt è gioia. Par Tòt è danza. Par Tòt è dimensione umana. Irrimediabilmente umana. Un rendezvous (anche nel senso astronautico del termine) in cui migliaia di persone autogenerano cultura per condividerla liberamente. Il sapere che circola liberamente: è che sia poi danzereccio, musicale, artistico, acrobatico poco importa. Perchè il cuore della Par TòT è abbastanza grande per tutti quanti noi.

EDIZIONI PASSATE DELLA PAR TòT - Un cuore talmente grande che nella scorsa edizione del 2009, ha portato a Bologna qualcosa come 30.000 persone. Capito? 30.000 persone, mica noccioline! E adesso trovatecela voi una manifestazione bolognese capace di attirare spontaneamente questo fiume di artisti! Un tesoro di inestimabile valore che l'Associazione Oltre porta avanti con non pochi sacrifici e di cui tutti possiamo - e vogliamo - far parte.

LA PAR TòT è PER TUTTI - E' difficile crederlo, soprattutto di questi tempi, ma la Par Tòt è davvero per tutti. Il cuore Par Tòt quest'anno si è formato in 3 mesi, con una serie di laboratori culturali (62 solo nel 2011!!) dove chiunque ha potuto imparare gratuitamente a danzare, cucire, "ciapinare", lavorare la cartapesta, suonare e ... tutto quello che vi viene in mente!
Perchè in Par Tòt, tutto si può fare.

DOPO 42 GIORNI DAL SUO ARRESTO AD AI WEIWEI E' STATO CONCESSO DI INCONTRARE LA MOGLIE PER ALCUNI MINUTI.


Ai Weiwei “Missing”, Louis Vuitton di Parigi.Secondo quanto riportato dalla stessa Lu Qing le condizioni di salute dell’artista sono buone, anche se la situazione legale e il luogo di detenzione rimangono tuttora circondate da un alone di mistero.

Intorno alla sua scomparsa il mondo dell’arte e della cultura internazionale continua però a mobilitarsi in suo favore. Come molti analisti hanno notato, l’improvviso arresto di Ai Weiwei ha provocato un brusio talmente rumoroso da indurre a credere che il governo Cinese abbia sottovalutato la fitta e solida rete internazionale che l’artista ha saputo costruire intorno a sé negli ultimi 15 anni.

LE ACCUSE DI CRIMINI FISCALI

Le accuse di crimini fiscali, plagio e monopolio perdono la loro fondatezza con il passare di giorni sempre più silenziosi e soprattutto con il continuo arresto di amici, parenti e collaboratori. Ultimo in ordine di tempo (lo scorso 27 aprile) l’arresto per 24 ore della rock-star cinese Zuxiao Zuzhou per aver pubblicato un articolo intitolato "Who doesn't love Ai Weiwei?".

Se nel 2009 il quotidiano tedesco Die Zeit titolava un’intervista ad Ai “Protected by Pictures” sostenendo che l’”incolumità” dell’artista era garantita dal connubio tra una maniacale documentazione fotografica e una ossessiva presenza in rete, a distanza di due anni potremmo aggiungere che la protezione si è tramutata in azione, e che il gioco diretto dallo stesso artista è oggi in autosviluppo.

ai wei wei missing in berlin

LA MOBILITAZIONE DELL'ARTE E DELLA CULTURA PER WEIWEI.

Domenica 17 aprile, al 15° giorno dalla sparizione dell’artista e attivista Ai Weiwei, la comunità internazionale dell’arte e della cultura si è mobilitata attraverso la rete con il motto “1001 Chairs for Ai Weiwei”.

Queste le premesse e le intenzioni dell’iniziativa:

A question posted on Facebook about what we, as an arts community, can do to support the safe release of Ai Weiwei sparked great ideas, including one by curator Steven Holmes to reenact Ai Weiwei’s project Fairytale: 1,001 Qing Dynasty Wooden Chairs —an installation which was comprised of 1,001 late Ming and Qing Dynasty wooden chairs at Documenta 12 in 2007 in Kassel, Germany— in front of Chinese embassies and consulates around the world. This Sunday, April 17, at 1 PM local time, supporters are invited to participate in “1001 Chairs for Ai Weiwei”, by bringing a chair and gathering outside Chinese embassies and consulates to sit peacefully in support of the artist’s immediate release. (Pagina Facebook)

La stampa internazionale, ma soprattutto la pagina Facebook dell’evento, segnala partecipazioni in tutto il mondo: dalla folle di Hong Kong e New York, alla simbolica partecipazione di una manifestante a Melbourne.

Particolarmente sentita e capillare la rete di proteste in Germania, dove l’artista ha ripetutamente esibito e dove sarebbe dovuto trasferirsi a breve. A Berlino, per le cui strade già da una settimana circolavano volantini e poster di denuncia, più di 200 persone si sono riunite e sedute pacificamente di fronte all’ambasciata cinese lungo il fiume Spree, ma altri sit-in sono stati organizzati ad Amburgo, Monaco, Kassel e Francoforte.

aiweiwei arrestato

AI WEIWEI FERMATO E SEQUESTRATO IL 3 APRILE DALLA POLIZIA CINESE A PECHINO SENZA ALCUNA SPIEGAZIONE

Considerato l’artista cinese più famoso e influente al mondo, Ai Weiwei è anche architetto, designer, scrittore, intellettuale, blogger e attivista politico. Lo scorso 3 aprile è stato fermato e sequestrato dalla polizia cinese senza alcuna spiegazione.

Ai Weiwei è un cittadino cinese di 53 anni impastato dalla storia del suo paese e forgiato dalla storia globale più recente. Definito dai media internazionali come l’Andy Warhol della Cina”, Ai ha iniziato a scuotere la pigra armonia dell’arte e della cultura cinesi a partire dal 1993, anno del ritorno in patria dopo un volontario esilio decennale a New York.

 

RITRATTO DI AI WEIWEI

Volendo arrivare frettolosamente a una scrematura integrale del suo lavoro, la sorprendente biografia artistica di Ai comprende Fairytale, trasferta di 1001 cittadini cinesi di tutte le età e professioni a Kassel in occasione della 12° edizione di Documenta, il design del Bird Nest Stadium di Pechino in collaborazione con le archistar Herzog&DeMeuron per le Olimpiadi del 2008, la fondazione del distretto artistico più interessante della capitale cinese, nonché la realizzazione di una dettagliata indagine sul devastante terremoto del 2008 nel Sichuan. Il terremoto, le cui tragiche conseguenze sono coperte dal segreto di stato, ha provocato il crollo di scuole di vario grado e la morte di 5000 studentesse e studenti, morti sepolte dalla corruzione e dalla soppressione della libertà di espressione. Il blog personale dell’artista, seguito giornalmente da milioni di concittadini, è stata la piattaforma partecipativa e comunicativa che ha permesso la realizzazione del progetto e che, dopo aver reso noti i nomi delle 5000 vittime, è stato oscurato dal governo in maniera definitiva. Per questioni legate all’indagine, a settembre 2009, Ai Weiwei ha anche subito ritorsioni fisiche che hanno formato un ematoma celebrale operato d’urgenza a Monaco di Baviera poco prima dell’apertura di una sua mostra personale all’Haus der Kunst.

caso alinoviLa somma delle testimonianze, degli indizi e delle perizie fa convergere su un orario ben preciso: le 18.12 di domenica 12 giugno quando in casa con Francesca Alinovi c’è solo una persona, Francesco Ciancabilla.

Nei tre giorni successivi al delitto, prima del ritrovamento, tutti cercavano Francesca, tranne Ciancabilla. Dopo la scoperta del cadavere, tutti gli amici di Francesca rimasero sorpresi dall’atteggiamento di Ciancabilla, che rideva e scherzava in Piazza Verdi come se nulla fosse accaduto.

Con ogni probabilità, se l'omicidio fosse avvenuto oggi, non si sarebbe mai parlato di mistero. L’unica persona che con certezza si trovava con la Alinovi al momento del suo assassinio è Francesco Ciancabilla. Le ipotesi sono due: o lui ha visto chi ha ucciso Francesca, o è stato lui stesso ad ucciderla.

Concludiamo con le tappe del processo:

il 31 gennaio 1985 la Corte d’Assise di Bologna assolve Francesco Ciancabilla per insufficienza di prove e ne ordina l’immediata scarcerazione (piccola curiosità: Ciancabilla era detenuto nel carcere, ex convento, di San Giovanni in Monte, oggi sede del Dipartimento di Storia dell'Universita Alma Mater Studiorum).

caso alinoviE' lecito domandarsi perché il caso Alinovi susciti in me tanto interesse, a distanza di 27 anni dalla triste vicenda. L'omicidio di Francesca Alinovi all'epoca affascinò molto la stampa, ma in molti oggi ne ignorano gli aspetti salienti. Ripercorriamo perciò le tappe principali di questo caso.

Bologna, 15 giugno 1983. Una giovane critica d’arte, Francesca Alinovi, viene trovata morta nel suo appartamento, in via del Riccio al civico 7. Erano tre giorni che gli amici non avevano sue notizie. Chi è stato ad uccidere questa giovane studiosa?

La Alinovi nasce nel 1948 a Parma. Trasferitasi a Bologna per ragioni di studio, diviene ricercatrice presso la facoltà di Lettere e Filosofia, indirizzo DAMS. Seppur giovane, con i suoi 35 anni, è già un’importante critica d’arte. Qualcuno poteva trarre vantaggio dalla sua morte?

Una verità giudiziaria giunge e porta alla condanna di Francesco Ciancabilla, studente/artista del DAMS, amato dalla Alinovi, e ultima persona ad averla vista viva. Tanti indizi a suo carico, nessuna prova. La prova che lo avrebbe inchiodato è mancata per anni; ciò ha contribuito a creare il mistero intorno alla morte della donna. Ciancabilla viene arrestato il 21 giugno 1983 con l’accusa di omicidio volontario.

Confessioni. Nonostante tutto. O quasi - Nonostante le polemiche. Nonostante il nucleare. Nonostante la Chiesa. Nonostante il qualunquismo. Nonostante il fascismo. Nonostante il comunismo ( e i bambini mangiati). Nonostante Canale 5. Nonostante la Lega e il suo indiano Padano. Nonostante la Camorra. Nonostante le continue fughe di cervelli e di amici. Nonostante il digitale terrestre.Breccia di Porta Pia: ricordiamo cosa ha fatto la Chiesa per l'Italia

Nonostate Striscia la Notizia. Nonostante le Iene. Nonostante un Presidente della Repubblica che gioca a fare Ponzio Pilato. Nonostate Radio Londra. Nonostante i processi mediatici. Nonostante anziani che telefonano nelle questure per far sì che la Legge per le - presunte- Nipoti dei Dittatori non valga. Nonostante i giornalisti e non il giornalismo. Nonostante i tagli di capelli di Barbara d'Urso.
Nonostante abbia visto una tv oggi per la prima volta dopo mesi, e la prima cosa che ho udito è stata che "bisogna ricordare gli sforzi fatti dalla Chiesa per scrivere la Carta Costituente" (e non abbia udito un sonoro vaffanculo da chicchessia per ricordare che abbiamo dovuto sfondare Porta Pia per unificare l'Italia).

Amici che hanno 35 anni. Amici che ieri erano studenti. Amici che oggi si sposano. Anzi no. Amici che hanno la ragazza. E poi lei rimane incinta. O forse no. Non ne vogliono parlarare.

Amici che finalmente hanno preso casa. Sembra ieri. Cinque anni fa. Tasso variabile. Anzi no.

Col senno di poi "anzi no". Prima sembrava un buon affare. Poi la bolla. E ora la casa se l'è presa uno che ha l'amico del cuore in Libia.

Amici che festeggiano la laurea. Finalmente. Anzi no."Cosa succede?" Io chiedo.
Lei risponde "Vado dallo psicologo. Sono depressa". Anche per incartare i regali fuori dalla profumeria devi essere un pezzo di carne di 1.70 m.

1 respiro profondo. E ora riprendiamo.

 

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