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Spolitica - Roar Magazine
Spolitica

Spolitica (30)

CIAO GERMANO- INSEGNA AGLI ANGELI A SBATTERE LE PORTE

 

Ciao Germano. Insegna agli angeli a sbattere le porte

Twitter - 1 marzo 2012. La notizia rimbalza prima qui e poi sui media tradizionali. Germano Mosconi è morto. E non come nel 2007, in cui la mega bufala della sua morte  fece capitolare non poche testate. Questa volta è tutto vero.

E i media tradizionali vengono battuti da un tweet dopo l'altro.

Germano Mosconi si è spento questa notte all'età di 80 anni, dopo aver dato dato al mondo dello sport ... e non solo.

GERMANO MOSCONI - BREVE BIOGRAFIA


Germano Mosconi è nato a San Bonifacio l'11 novembre del 1932. Negli anni 80 è stato il volto sportivo delle tv del nord est.

Si è sempre distinto per essere un ottimo giornalista dotato di eleganza e pacatezza di fronte alle telecamere.

Nel 1982 ha vinto il Premio Nazionale Cesare D'oro per il giornalista.

I suoi meriti giornalistici rimangono, ma non possiamo ignorare ciò che nel 2004 lo fece assurgere all'onore delle cronache basse.

GERMANO MOSCONI - IL FUORI ONDA DEL 2004

capelli conciati in maniera assurdaVI FARESTE MAI TAGLIARE I CAPELLI DA UN GEOMETRA? - E' un quesito serio e ponderato quello posto. Un geometra è capace di fare calcoli, organizzare lo spazio senza comprometterlo. Il geometra è per definizione un agrimensore esperto di rilievi catastali o di progettazioni edilizie di limitato impegno. Sa organizzare un rilievo catastale e volete che non sappia organizzare una frangia sul vostro bel faccino?

Nonostante la mia arringa in favore dell'ibrido postmoderno "geo-parrucchiere", non so davvero quanti di voi si farebbero tagliare i capelli da un geometra (pelati esclusi naturalmente).

Una delle "qualità" che potrebbe mancare al geometra, molti obietteranno, è il fatto che il taglio dei capelli è un'arte, ergo non basta un semplice titolo da geometra per tagliare i capelli.

FARSI ACCONCIARE I CAPELLI DA UN ARCHITETTO - Perfetto! E' proprio questo quello cui volevo arrivare. Rivolgiamoci ad un architetto: paesaggista, urbanista, interior designer! Possiamo scegliere ciò che più vi aggrada.

D'altronde, chi più di un architetto sa fondere arte, tecnica ed estetica in una sola professione?

Eppure scommetto che ci sono ancora parecchie perplessità sul fatto di farsi tagliare i capelli da un architetto nonostante, in teoria, ci sarebbero i presupposti per portare avanti questa discussione.

pentole mastrotaCHI FA COMUNICAZIONE DEVE ACCETTARE LA PRECARIETA'

- Non è nè facile a dirlo, nè facile a pensarlo. Tanto meno accettarlo. Questo non è un diktat nè tanto meno una illuminata presa di coscienza. Nè una resa. Anzi, forse si: è una resa.


Una di quelle bandiere bianche che non mi sarei mai aspettata di sventolare in una fredda e umida mattinata bolognese. Una di quelle bandiere bianche ... che dopo tanto credo sia giusto tirare fuori e mostrare con un po' di orgoglio.

Insomma, passiamoci una mano sulla coscienza e ammettiamolo: chi di noi pensava davvero che ci fosse bisogno di comunicatori capaci?
Chi pensava davvero che il mercato volesse artisti della parola?
E, detto fra noi, chi pensava davvero di avere la stoffa per diventarlo?

Mastrota tutta la vita: con le sue lussureggianti batterie di pentole, sinuose e morbide. Con rotondità che farebbero invidia ai seni perfetti di una graziosa modella un po' monella.

MASTROTA: PENTOLE E TAPPETI

Comprerei tutto da quella fronte sudata. Da quel suo dito bruttarello ma convinto dell'affare che sta indicando. 
Pentole, tappeti, mountain bike, pentole senza coperchi e coperchi senza pentole. Posate, coperte. Coperte per posate. Insomma, cosa non comprerei da Mastrota?

radio aelia mediaRADIO AELIA MEDIA- Si è appena conclusa a Bologna l’esperienza di Radio Aelia Media, un progetto che ha unito arte contemporanea, cittadinanza attiva, informazione e giornalismo. Il progetto, vincitore del primo Premio Internazionale di Arte Partecipativa promosso a Bologna dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con La Rete Art Projects e Goodwill, nasce dalla creatività dell’artista messicano Pablo Helguera ispirato dal pensiero di “creare un istituto culturale itinerante di giornalismo nonché centro di diffusione, quale canale d’arte multimediale e alternativo”.  Il progetto partito da gennaio 2011, quando Helguera vince il premio, vede nei mesi successivi il crearsi del Gruppo e dell’Officina Aelia Media, mentre dal 15 Ottobre al 28 ottobre sono andate in onda le trasmissioni dal chiosco di Piazza Puntoni (cuore del centro universitario).

AUTO-ORGANIZZAZIONE E PRODUZIONE DEI MEDIA- Con lo scopo di fungere sia da terreno di formazione per produttori culturali che di broadcasting center temporaneo, i programmi di Aelia Media si sono ispirati a concetti di auto-organizzazione e produzione dei media basati sulle radici della comunità locale, prestando particolare attenzione ai contenuti generati dagli utenti. I temi toccati erano quindi legati a doppio filo con il territorio Bolognese: dalla realtà delle periferie al confronto con l’immigrazione, dalla mappa dei suoni della città alle favole della tradizione popolare, in un susseguirsi di voci, domande, racconti.

CINQUE MODI PER USCIRE DAL PRECARIATO (si prega di leggere tutto l'articolo con voce impostata, mento in fuori e accento fiero) -
Giovani italiani, il tempo delle decisioni irrevocabili è giunto. Giovani e nerboluti italiani, E' TEMPO DI CRISI.piazza venezia 10 giugno 1940

Purtroppo, nonostante i sovraumani sforzi, il Comunismo in Italia ha vinto e il paese è schiacciato dalle tasse comuniste volute da Prodi, Padoa Schioppa, Visco e dal cane ribelle di Rutelli.

La squallida associazione Maoista nota ai più come Comunità Europea, ci ha imposto una manovra estremamente, irreparabilmente e volutamente oppressiva, che servirà solo da paravento poiché non favorisce la crescita nè adempie in alcun modo alla costruzione di un ipotetico futuro per le nuove generazioni in questo Paese.

Questo ultimo punto, tendiamo a sottolinearlo, non rientra fra le preoccupazioni del Governo, poichè pensavamo che i comunisti si fossero già mangiati le nuove generazioni quando erano in fasce.
Evidentemente, alcuni stupidi hippy devono aver nascosto le loro sozze cucciolate e/o devono averle rese indigeste. E' per questo motivo, per colpa degli hippy, che oggi ci ritroviamo con tutta questa feccia precaria. Assolutamente, fieramente e televisivamente, la colpa non è in alcun modo nostra. 

La colpa non è nostra, nè ascrivibile ad alcun governo, nè tanto meno al 68° uomo più ricco del pianeta che, italianamente, patriotticamente e giustamente, ha solo agito per un bene assoluto e superiore.
Un bene che non è di questo regno. Nè di quell'altro. Bensì dei paradisi fiscali, in cui non entrerete nemmeno da morti... quindi fatevi i cazzi vostri e piantatela di fare domande.

I CONSENSI SONO PRECIPITATI - Tristemente però, qualche infido, infame, pusillanime e comunistissimo  uomosessuale, ha insinuato che la mia perfettissima, bellissima, incredibilissima e ancora sessualmente attivissima figura, ha subito un tracollo nei sondaggi.

Proprio per questo, per dimostrarvi che sono con voi, oggi dallo yacht del mio pargolo Pier, vi invio questa pratica guida in cinque punti per sopravvivere al precariato (che poi che sarà mai, una malattia della pelle?).

Ci tengo a precisare che ITALIANAMENTE, ho steso di mio pugno questa guida sulla natiche di una italianissima escort dalle chiappe chiare che ho salvato dal postribolo senza ritorno della laurea in Comunicazione. Poiché c'è da dirlo, anche se io grazie alla comunicazione ho costruito un impero, è comodo che tutti voi pecoroni fieramente italiani continuiate a pensare che la comunicazione è solo una emerita perdita di tempo. E che la comunicazione la deve fare solo, fieramente ed italianamente, Bruno Vespa.


VADEMECUM FIVE STEPS PER SOPRAVVIVERE AL PRECARIATO

MERCOLEDI 22 GIUGNO AI WEIWEI E' STATO LIBERATO SU CAUZIONE DOPO DUE MESI DI CONTESTATISSIMA RECLUSIONE.

Ai Weiwei liberato. Note a margine

Secondo una nota dell'agenzia di stampa governativa il rilascio è dovuto alla buona condotta dell'artista nell'ammettere i suoi capi di imputazione (che ricordiamo riguardare questioni d'evasione fiscale), alla volontà di restituire le somme evase allo stato (si parla di 12,2 milioni di Yuan, l'equivalente di 1,3 milioni di Euro) e infine al diabete di cui soffre cronicamente.

Ai Weiwei, che resterà per un tempo indeterminato agli arresti domiciliari a Pechino, ha salutato i giornalisti accalcati di fronte alla sua abitazione con una dichiarazione sintetica ma efficace. Oltre a confermare le sue buone condizioni di salute ed esprimere la sua felicitá per essere di nuovo con la sua famiglia, Ai ha annunciato al mondo la sua obbligata autocensura.

 

AI WEIWEI: NESSUN TIPO DI COMUNICAZIONE

Per un anno all'artista non sará permesso alcun tipo di comunicazione con i media nazionali e internazionali, internet inclusa naturalmente. La netta discrepanza tra le accuse mosse, i crimini confessati e le condizioni del rilascio lascia spazio a un paradosso imbarazzante e ingombrante che sgretola la credibilitá dei capi di accusa.  Pur salvando le apparenze e giocando sulla falsa riga della legalità, il governo invita a insinuare la pochezza delle proprie imputazioni.


Se Ai Wiewei riparerà ai crimini (fiscali) commessi e ammessi, per quale ragione é stato interdetto dal lasciare dichiarazioni pubbliche, utilizzare internet, alias manifestare le sue opinioni?

 

MISURIAMO LA CIVILTA'. A NEW YORK LEGALIZZANO I MATRIMONI GAY. E A NOI TOCCA IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO - Raramente su Roar Magazine si prendono posizioni politiche serie e definite ... perché non siamo una testata giornalistica ma un salotto culturale. Non ci sporchiamo le mani perché abbiamo già il futuro ipotecato (generazione precaria che sta scontando il televoto dei teledipendenti paninari degli anni 80) e non vogliamo altre rogne. Anche stavolta ve ne preghiamo quindi, di non prendercii sul serio: il Paese sta vivendo drammi  peggiori, come i ministri senza stipendio da luglio 2011.Italia vs New York: a noi il legittimo impedimento. A loro i matrimoni gay.

Per tutti coloro i quali sono inermi e accecati dalla solidarietà per i ministri senza stipendio ho una sola cosa da dire: il mio consiglio lo trovate al minuto 1 secondi 23.

Per tutti gli altri insensibili senz'anima: accedentevi una paglia, stappatevi una birretta ei svaccatevi sul divano col ventilatore a palla. Roar Magazine vi vuole bene e vi porterà via al massimo cinque minuti di feroce attività intellettuale. 
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J'ACCUSE - MISURIAMO IL NOSTRO GRADO DI CIVILTA' - Questo tragicomico J'accuse sarà rapido ma non indolore... Sarà la trasposizione sinestetica e letterale di una ferita, di un nervo scoperto e leso che viene ottusamente e mediaticamente pizzicato in ogni dove, in nome della buona morale. In nome di quelli che ben pensano, perchè pagano le tasse, non fanno male a nessuno e hanno il sacrosanto diritto di dire quello che pensano.

PARTòT PARATA 2011 - BOLOGNA IN VISIBILIO GRAZIE AL MIX  DI ARTE, CULTURA, MUSICA E CONDIVISIONE - Sabato 18 giugno "solo" i vincenti scendono in piazza. Sabato 18 giugno "solo" chi sa sorridere scende in piazza. Sabato 18 giugno"solo" chi si vuol divertire scende in piazza. Sabato 18 giugno  ci sarà solo una cosa cui pensare. Sabato 18 giugno la parola d'ordine è solo una: PARTòT!

Partòt locandina - Bologna 18 giugno 2011

CHE COS'E' LA PAR TòT? - Forse qualcuno di voi, scollegato dal mondo, che vanta un passato da eremita sulla foci del Po', non sa nemmeno di cosa stiamo parlando. Ma cosa sarà questa PAR TòT? 
Non c'è una definizione unica, non ce n'è una giusta e una sbagliata.  Per la definizione ufficiale, vi rimandiamo al sito dell'Associazione Oltre, che da sempre si occupa amorevolmente della Par Tòt e delle persone coinvolte in questa meravigliosa manifestazione.

LA PAR TòT SECONDO NOIPar Tòt è amore. Par Tòt è musica. Par Tòt è gioia. Par Tòt è danza. Par Tòt è dimensione umana. Irrimediabilmente umana. Un rendezvous (anche nel senso astronautico del termine) in cui migliaia di persone autogenerano cultura per condividerla liberamente. Il sapere che circola liberamente: è che sia poi danzereccio, musicale, artistico, acrobatico poco importa. Perchè il cuore della Par TòT è abbastanza grande per tutti quanti noi.

EDIZIONI PASSATE DELLA PAR TòT - Un cuore talmente grande che nella scorsa edizione del 2009, ha portato a Bologna qualcosa come 30.000 persone. Capito? 30.000 persone, mica noccioline! E adesso trovatecela voi una manifestazione bolognese capace di attirare spontaneamente questo fiume di artisti! Un tesoro di inestimabile valore che l'Associazione Oltre porta avanti con non pochi sacrifici e di cui tutti possiamo - e vogliamo - far parte.

LA PAR TòT è PER TUTTI - E' difficile crederlo, soprattutto di questi tempi, ma la Par Tòt è davvero per tutti. Il cuore Par Tòt quest'anno si è formato in 3 mesi, con una serie di laboratori culturali (62 solo nel 2011!!) dove chiunque ha potuto imparare gratuitamente a danzare, cucire, "ciapinare", lavorare la cartapesta, suonare e ... tutto quello che vi viene in mente!
Perchè in Par Tòt, tutto si può fare.

DOPO 42 GIORNI DAL SUO ARRESTO AD AI WEIWEI E' STATO CONCESSO DI INCONTRARE LA MOGLIE PER ALCUNI MINUTI.


Ai Weiwei “Missing”, Louis Vuitton di Parigi.Secondo quanto riportato dalla stessa Lu Qing le condizioni di salute dell’artista sono buone, anche se la situazione legale e il luogo di detenzione rimangono tuttora circondate da un alone di mistero.

Intorno alla sua scomparsa il mondo dell’arte e della cultura internazionale continua però a mobilitarsi in suo favore. Come molti analisti hanno notato, l’improvviso arresto di Ai Weiwei ha provocato un brusio talmente rumoroso da indurre a credere che il governo Cinese abbia sottovalutato la fitta e solida rete internazionale che l’artista ha saputo costruire intorno a sé negli ultimi 15 anni.

LE ACCUSE DI CRIMINI FISCALI

Le accuse di crimini fiscali, plagio e monopolio perdono la loro fondatezza con il passare di giorni sempre più silenziosi e soprattutto con il continuo arresto di amici, parenti e collaboratori. Ultimo in ordine di tempo (lo scorso 27 aprile) l’arresto per 24 ore della rock-star cinese Zuxiao Zuzhou per aver pubblicato un articolo intitolato "Who doesn't love Ai Weiwei?".

Se nel 2009 il quotidiano tedesco Die Zeit titolava un’intervista ad Ai “Protected by Pictures” sostenendo che l’”incolumità” dell’artista era garantita dal connubio tra una maniacale documentazione fotografica e una ossessiva presenza in rete, a distanza di due anni potremmo aggiungere che la protezione si è tramutata in azione, e che il gioco diretto dallo stesso artista è oggi in autosviluppo.

ai wei wei missing in berlin

LA MOBILITAZIONE DELL'ARTE E DELLA CULTURA PER WEIWEI.

Domenica 17 aprile, al 15° giorno dalla sparizione dell’artista e attivista Ai Weiwei, la comunità internazionale dell’arte e della cultura si è mobilitata attraverso la rete con il motto “1001 Chairs for Ai Weiwei”.

Queste le premesse e le intenzioni dell’iniziativa:

A question posted on Facebook about what we, as an arts community, can do to support the safe release of Ai Weiwei sparked great ideas, including one by curator Steven Holmes to reenact Ai Weiwei’s project Fairytale: 1,001 Qing Dynasty Wooden Chairs —an installation which was comprised of 1,001 late Ming and Qing Dynasty wooden chairs at Documenta 12 in 2007 in Kassel, Germany— in front of Chinese embassies and consulates around the world. This Sunday, April 17, at 1 PM local time, supporters are invited to participate in “1001 Chairs for Ai Weiwei”, by bringing a chair and gathering outside Chinese embassies and consulates to sit peacefully in support of the artist’s immediate release. (Pagina Facebook)

La stampa internazionale, ma soprattutto la pagina Facebook dell’evento, segnala partecipazioni in tutto il mondo: dalla folle di Hong Kong e New York, alla simbolica partecipazione di una manifestante a Melbourne.

Particolarmente sentita e capillare la rete di proteste in Germania, dove l’artista ha ripetutamente esibito e dove sarebbe dovuto trasferirsi a breve. A Berlino, per le cui strade già da una settimana circolavano volantini e poster di denuncia, più di 200 persone si sono riunite e sedute pacificamente di fronte all’ambasciata cinese lungo il fiume Spree, ma altri sit-in sono stati organizzati ad Amburgo, Monaco, Kassel e Francoforte.

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