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CANTANOVANTA: GARRINCHA DISCHI CI RIPORTA NEGLI ANNI '90- In questi giorni esce la versione Cd de Il CantaNovanta, fino ad oggi disponibile solo in download sul sito della Garrincha Dischi. Due volumi con lo stesso concept: 26 artisti indipendenti e 24 brani provenienti dalle estati degli anni ’90, conditi da una splendida autoironia, la chiave con cui accostarsi all’ascolto di questa raccolta, ma attenzione a non banalizzarla o a ritenerla solo una parodia.
Il disco è un incredibile miscuglio di generi, dalla bossa sbarazzina di “Vattene Amore” fino al rockabilly di “Laura non c’è”, passando per la fulminante e combattiva “All that she wants”.
Questi classici tormentoni (ancora oggi ospiti fissi di radio, discoteche e falò dotati di chitarre scordate) vengono reinterpretati in maniera del tutto nuova, che canzona le versioni originali (pompate e ultralaccate) per restituircele forti di una carica fresca e dissacrante.
Il risultato è inaspettato: nel primo volume i sempre ottimi Jocelyn Pulsar trasfigurano la hit “Hanno ucciso l’uomo ragno” con un convincente riff elettronico, decostruendo la metrica del testo; Oratio ci suona una sognante “Rythm is a dancer” (ottima per lasciarsi trasportare); i Musica per bambini ci regalano una “Vento d’estate” che è un insieme di voci e riff condensate in un minuto e mezzo scarso.
Poi ci sono gli Ofeliadorme vs 4fioriperzoe con “Freed from desire”, i Camillas vs Chewingum con “Vamos a Bailar” e i Nel Dubbio che non si fanno sfuggire “50 special”.
Nel secondo volume ci accoglie l’ottima “Mare, mare” dei The Walrus, seguita a ruota da “Short Dick Man” dei Frank Agrario, tutta bassi e percussioni, fortemente sincopata.
Sorprendente la già citata “Laura non c’è” dei The Lucky Strikes, un divertente e trascinante rockabilly, tutto da ballare, mentre “Back for good” dei Take That ci viene resa da E’mile Regrets in una versione strumentale che non esito a definire bellissima.
Presenti nel secondo volume anche Lo Stato Sociale (che si lanciano con “Fiky Fiky”), Marie Antoinette (“Wannabe”). Le ultime tre tracce chiudono in bellezza quest’ottima raccolta, procedendo con un vero e proprio climax ascendente. Si parte con la morbida e dolce “Believe” di Shiva Bakta, seguono i The Vickers che ci rendono una “Lady” molto più graffiante e accattivante, per arrivare poi ad una trascinante e cattivissima “Music”, che fa totalmente impallidire Madonna e mi fa tributare un applauso agli Heike Has The Giggles, che chiudono il disco col botto.
Un disco da ascoltare, con la giusta curiosità e la voglia di farsi stupire.
Se volete scaricarlo andate sul sito di Garrincha Dischi; per lo streaming vi rimando a XL Repubblica.
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