American Gods | Serie Tv. Stiamo tutti molto calmi Featured

Lunedì, 08 Maggio 2017 07:30
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American-Gods-Ian-McShane

American Gods è appena uscito.
Ci sono voluti tre anni ma American Gods, l’adattamento televisivo del capolavoro letterario di Neil Gaiman, è finalmente uscito.

Motivo per cui: dobbiamo stare tutti molto calmi e non lasciarci prendere dai facili entusiasmi.

 

Perché abbiamo visto solo il pilot e siamo in quella fase delicatissima in cui potremmo dire a gran voce: «Ok, ad agosto Game of Thrones sarà finito e forse questo potrebbe essere un buon conforto negli anni» o convincerci molto rapidamente che stiamo guardando una versione di Spartacus con meno addominali e in Wisconsin. 


COS’È AMERICAN GODS


Ricky Whittle (The 100) veste i panni di Shadow Moon, un uomo che sta finendo di scontare una pena di tre anni in prigione e che, a 120 ore dal rilascio, riceve una notizia buona e una cattiva.
La buona è che verrà rilasciato prima del tempo per buona condotta.
La cattiva è che sua moglie Laura (Emily Browning, Una serie di sfortunati eventi) è morta in un incidente d’auto (mentre faceva un pompino al suo migliore amico).

Shadow sente che c’è qualcosa che non va nell’aria e mentre tenta di tornare a casa per il funerale, fa la conoscenza di tale Wednesday (Ian McShane, Deadwood, Kings) che sembra conosca fin troppi dettagli della sua vita personale e gli offre un non meglio specificato lavoro.

Un carcerato si sa, deve fare una sola cosa una volta fuori: cercare in tutti i modi di non cacciarsi nei guai e tornare nuovamente dentro. I

l lavoro porterà Shadow a un ritorno alla normalità assai movimentato fatto di scontri all’ultimo sangue tra divinità nordiche antiche e le nuove divinità dei soldi e della tecnologia.

American-Gods-scene

È principalmente un’orgia per gli occhi American Gods, e a realizzarlo ci ha pensato Bryan Fuller, creatore di Dead Like Me e del più recente successo della serie Hannibal insieme all’emittente Starz che ha promesso una prima stagione di 8 episodi e una seconda già in cantiere.

A supervisionare il tutto lo scrittore stesso, Nei Gaiman, che ha collaborato all’adattamento creando anche nuovi personaggi non presenti nel cartaceo.
Si è visto troppo poco per poter dire qualcosa di Shadow che ancora non ha chiaro in quale guaio sia andato a cacciarsi, quel che è chiaro è che i veri protagonisti sono le divinità, Wednesday e il leprecauno su tutti, misteriosi e brillanti, a cui sono stati regalati dialoghi shakespiriani di rara bellezza.
L’altra cosa che si è vista è la fastosa (e pericolosa) inclinazione al gore delle parti oniriche infarcite di CGI, slow-motion e un uso spasmodico dei close-up.

Una messa in scena sontuosa e sublime che non sappiamo bene dove potrà portarci.
Se avremmo il degno erede di Game of Thrones o meno lo scopriremo il prossimo 18 giugno con l’ultimo episodio della prima stagione, Come to Jesus.
Fino ad allora godiamocelo, con parsimonia di entusiasmi.

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Last modified on Lunedì, 08 Maggio 2017 09:35
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Moreno Scorpioni

Responsabile editoriale sezione Libri 


 Moreno Scorpioni (morens3000 nell’internet) è un social media manager – ma alla mamma dice solo che fa il manager a Milano – che si occupa di editoria, startup, gaming e innovazione. Scrivendo un resoconto sull’anteprima, ha provato sulla sua pelle cosa significa andar contro la fanbase di 50 sfumature di grigio. Il che, gli ha permesso di scrivere un libro: “Questo libro è un coltellino svizzero”.

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