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Mercoledì, 13 Aprile 2011 21:23

 

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LA REDAZIONE

  • Mentre il Silenzio degli Innocenti vinceva agli Oscar come miglior film, dall'altra parte della Terra una donna dava alla luce il suo primogenito maschio. Cadeva di un lunedì milanese piovoso il giorno in cui sono arrivato. Tre chili e otto. Era nato un bel guaio.



    Non che fossi irrequieto, anzi, tanto noioso da mangiare, stare in posa meditativa e dormire.
    Fino ai tre anni. Una volta andai in furgoncino con mio zio e ricordo che mi regalò uno dei libri che stava trasportando: uno di quei Piccoli Brividi, che scelsi penso per la copertina.
    E così la posa meditativa venne sostituita con la posa da lettura. Non credo di aver capito una sola parola di ciò che era scritto, ma sedevo in un angolo e mi perdevo in quei segni. Da quel momento non ho più smesso di leggere.
    La sorpresa più grande arrivò quando iniziai la scuola: capii che le cose che leggevo, quei segni ordinati, potevo farli anch'io. E così iniziai a scrivere.
    Ho provato nel corso degli anni a fare altro e mi riusciva anche bene, a volte. Tipo il canto o suonare uno strumento o guardare film. Piano piano certe cose sono scivolate, ma mentre il liceo Classico mi strangolava coi suoi "è intelligente ma non si applica", le cose che non smettevo mai di fare erano scrivere e guardare film.
    Appena finito il calvario liceale volai a Roma: volevo toccare questo cinema, palparlo nelle sue vesti di sempre. E dopo aver appreso il doppiaggio e la recitazione, non è stato molto difficile capire che avrei dovuto far coesistere le cose che amavo di più.
    Scrivere di cinema.
    Scusate, non amo le autobiografie, si tende sempre al divismo ingiustificato.

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  • Contributor per RoarMagazine da Febbraio 2012

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  • Illustratore e contributor per RoarMagazine dal 2012



    Collaboratore e illustratore per Roar Magazine - CappelloSenzaTesta mobile

    "Come molti bambini, cappellosenzatesta ha avuto un’infanzia. Come molti bambini è cresciuto ed è diventato un adulto. Come molti adulti vuole tornare un bambino.

    Ha guardato tanti cartoni animati negli anni 80 e ha dato il suo primo bacio negli anni 90.

    Quando era piccolo Cappellosenzatesta era bravo a colorare dentro ai margini. In seguito ha cominciato a disegnare dei margini e a colorarci dentro. Dopo i vent’anni ha smesso di colorare e si è dedicato ai margini.

    Quando ha scelto di vedere in bianco e nero ha preso un astuccio, delle penne e un’agenda tascabile e ha iniziato a prendere appunti disegnando le parole.

    A lui piace dire che i suoi disegni sono delle poesie per immagini. Gli piace dire anche che Magritte, Klimt e Gong Xian sono i suoi maestri, anche se non si vede.


     

    Tutti chiedono a Cappellosenzatesta perché disegna degli uomini con la testa sostituita da oggetti, ma nessuno gli chiede perché disegna degli oggetti con degli uomini attaccati sopra.

    Per sapere l’ora della morte di Cappellosenzatesta si prega cortesemente di attendere."

     

     

     

     

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  • Ex contributor per RoarMagazine



    Sono nata e cresciuta nella provincia di Bergamo. In tempi non sospetti mi dilettavo a parlare lingue immaginarie e adoravo farmi leggere storie. Qualche anno dopo la mia laurea in Lingue e letterature straniere non è arrivata inaspettata.
    Complice una curiosità cronica e una leggera allergia alle cose pratiche ha sempre letto, scritto e viaggiato tanto. Negli ultimi anni ho vissuto tra Inghilterra, Scozia e Italia coltivando la mia passione per le lingue e la scrittura fino a farla diventare un mestiere. Amo le fragole, l’autunno e la colazione con pane e marmellata.

     

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  • Contributor dal 2013



    Nacqui anni fa, quando San Pietroburgo si chiamava ancora Leningrado (vero spartiacque generazionale), in una ridente cittadina marinaresca dove, a quanto dicono i monumenti, la gente preferisce il rumore del mare al lavorare.


    A me non piace il mare, i pesci ci fanno l'amore dentro, e io mi sentirei davvero in imbarazzo se qualcuno entrasse dove sto facendo l'amore, saltellando qua e là con un costumino fluo. Non mi piace nemmeno il rumore, mi distrae dal suono del tempo che passa. A dirla tutta non mi piace neanche lavorare, vorrei farlo poco e male, ma ancora non ho trovato un sindacato che mi tuteli in questo senso.

    Così, in attesa di fondare un sindacato tutto mio con black jack e squillo di lusso, anzi, senza sindacato e senza black jack (cit.), leggo giornali e libri, alcuni composti di capitoli, altri da sezioni, articoli e commi, bevo rum, mi batto per il sacrosanto diritto di chiamarli euri e non euro, ascolto Call Me Maybe e guardo tante serie TV.  Nel tempo libero ne scrivo anche. Di serie TV, non di tutto il resto

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  • Responsabile editoriale sezione Libri 


     Moreno Scorpioni (morens3000 nell’internet) è un social media manager – ma alla mamma dice solo che fa il manager a Milano – che si occupa di editoria, startup, gaming e innovazione. Scrivendo un resoconto sull’anteprima, ha provato sulla sua pelle cosa significa andar contro la fanbase di 50 sfumature di grigio. Il che, gli ha permesso di scrivere un libro: “Questo libro è un coltellino svizzero”.

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  • Mi chiamo Maria Giorgia, ma per molti sono MG. Sono laureata in filosofia e sono giornalista pubblicista. Lavoro sul web e adoro i gatti, la luna e il giallo ocra. Sono una romanticona e mi affascina il cinema e, fin quando avrò modo e tempo, parlerò di quest’arte. Mi piace interagire con la gente anche fuori dai social network e mi entusiasmo ancora per tante cose.

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  • SALVATORE GAETA - REDAZIONE


     

    A detta dei miei genitori, appena nato i miei vagiti andavano già a tempo di musica. Sono cresciuto a pane e telefilm, quelli dei mitici anni ottanta, sognando, un giorno, di poter essere l'amico del cuore di Lynda Carter.

    Poco più che bambino costringevo, almeno una volta a settimana, qualche adulto della mia famiglia a portarmi sulle poltroncine rosse di un vecchio cinema, quando ancora imperavano i 'monosala', per stilare la classifica del mese con i miei lungometraggi preferiti. Smemorato, tendente al tragicomico e affascinato dai cori gospel di Harlem, mi sono ritrovato sommerso dai numeri e le formule di un liceo scientifico, mentre ammiravo il fascino e l'equilibrio della sintassi latina.

    Più tardi, conclusi gli studi di cinema e giornalismo, sono rimbalzato tra le scrivanie di diverse redazioni, convinto di poter emulare Enzo Biagi e vincere il Nobel per la letteratura mentre i libri di Federico Moccia, Fabio Volo e Antonella Clerici incassavano più di Titanic al botteghino (spero ancora quei libri facciano la stessa fine: sommersi da tonnellate d'acqua. O bruciati all'istante, come in una storia di Ray Bradbury).

    Ossessionato dallo scorrere del tempo, viaggiatore compulsivo e convinto che con un potente Do di petto sia possibile uscire, con eleganza, da una situazione imbarazzante, sono tornato agli studi accademici per crearmi la famosa alternativa tutta italiana (ma non troppo). Vegetariano di spirito, nel tempo libero mi diletto in cucina, allenando la voce di testa sui notturni di Chopin, fino a quando mi hanno parlato di Roar e ho deciso di lanciarmi nell'ennesima pazzia.

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  • Contributor per RoarMagazine da Marzo 2013


    Sono nato con Toy Story, cresciuto a pane, The Big Bang Theory e Fringe, e vivo nell’era post Breaking Bad. Mi piacciono i film anni ’80, la seconda stagione di True Detective e non sopporto più American Horror Story. Trash è il mio secondo nome.

    Insomma,  ho le idee abbastanza chiare e mi piace parlarne a volte in modo serio e altre volte no.

     

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  • Contributor per RoarMagazine, profilo in costruzione.

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  • Virginia per RoarMagazine


     Sono nata e cresciuta a Milano (ma dentro di me batte un cuore sardo), circondata da amici e parenti. Fin da bambina, grazie soprattutto alla mia famiglia, ho sviluppato una grande passione per i libri che mi ha portata a scegliere di studiare, una volta ''grande'', Lingue e Letterature Straniere in università, specializzandomi in scandinavistica.

    Oltre alla letteratura amo molto viaggiare, l'arte contemporanea, disegnare, guardare documentari e più in generale imparare cose nuove. Last but not least, sono dipendente da tutto ciò che contiene zucchero e/o cioccolato!

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  • Davide Gianluca aka “Helgi”, figlio dei mitici anni 80, astigiano di nascita e torinese d'adozione. Nacque in un lontano lunedì pomeriggio del 1986, cresciuto nel periodo di piena decadenza consumistica italica, membro di quella generazione sacrificata dal tempo la cui missione sulla Terra è salvare il pianeta dall'autodistruzione innescata da chi l'ha preceduta.

     

    Chimico pentito si rifugia al DAMS dove riesce ad ottenere una laurea magistrale prima della comparsa dei capelli bianchi dopo anni di vagabondaggi precari in giro per l'Europa alla ricerca di qualcosa che non sa cos'è. Continua a nutrirsi di Barbera, Woody Allen e Jack Kerouac sperando di arrivare ai famigerati trenta con tante storie da raccontare...

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    Responsabile Editoriale
    Responsabile Sezione Serie Tv per Roar Magazine

    Alcuni dicono che io sia dotata di una stanza del tempo, che mi permette di restare in pari con tutte le serie tv trasmesse; passate le ore necessarie nella stanza esco e nel mondo reale sono passati solo pochi minuti. Vivo a Milano, faccio colazione con i Corsini latte e orzo, scrivo anche di enogastronomia e moda. 


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  • Come ogni webmaster, sono sempre in beta.

     

     

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  • Sono nato nel 1990 a Napoli mentre la città era ancora in preda ai festeggiamenti per lo scudetto, da allora la cosa non si è più ripetuta quindi è probabile che porti un po' sfiga.
    Appassionato da sempre di letteratura, cinema e serie tv mi sono laureato nel 2014 in "Letteratura, Musica e Spettacolo" con una tesi che trattava dei rapporti tra la fantascienza e la storia. Ho all'attivo varie pubblicazioni letterarie che mi hanno portato grandi soddisfazioni mentre al passivo ho parecchi debiti che prima o poi mi costringeranno a scappare in Messico.
    Sono un nerd dai tempi in cui essere nerd non era mica tanto figo, ma sono abbastanza grosso e quindi ho evitato le botte dei bulli. Attualmente sono nel mio periodo K.
    Dicono di me:

    "E' bellissimo" – Mia Mamma

    "Non so chi sia" – Uno che non mi conosce

    "Mi fa venire voglia di prenderlo a schiaffi" – Mahatma Gandhi

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  • Contributor per Roar Magazine

    Un’eterna sognatrice, vera e propria dipendente del mondo della finzione…

    Dopo anni tre anni di esilaranti lezioni di comunicazione in quel di Sdc, seguiti da divertenti e interminabili aperitivi, ho deciso di continuare il mio cammino nella triste, grigia e sperduta Reggio Emilia, diventando inconsapevolmente un abitante del mondo Treno.

    Bolognese doc giunta quasi alla fine del suo cammino universitario per la seconda volta, (e ancora stento a crederci!) verso il complicato, forse inesistente, ma comunque affascinante, mondo del futuro, alla ricerca disperata di un sogno da realizzare e una tesi da preparare.

    Amante della Music tanto da aver avuto una rubrica radiofonica sulla musica indipendente nella radio più alternativa di Bologna city, dove tra cultura, note e fumettisti vive la comunità di Radio Kairos, pronta a dare voce a chi non ce l’ha.

    Completamente ossessionata dai telefilm e libri, vivo il mondo irreale come un ottimo anestetico, fantasticando su un futuro editoriale, per dare l’opportunità alle parole e forse un po’ anche a me stessa, di vivere un’altra volta e poi un’altra ancora…

    Con una divertente melodia di sottofondo, vivo i miei telefilm, le loro storie, la mia città e ogni suo ricordo… ma verso l’una lo schermo annerisce per lasciare spazio a nuovo episodio e nuove avventure pronte per essere solo vissute!

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  • Sono un’eclettica impiegata assicurativa, nonché laureata alla Cattolica di Milano, in Linguaggi dei Media, curricula cinema. 
    Amo leggere, scrivo ovunque e comunque su qualsiasi argomento e canto in una Rock Band. La mia Bibbia è IMDB e la mia guida spirituale è Clint Eastwood
    Ho una predilezione per i lungometraggi drammatici e, proprio per questo motivo, sto cercando di capire, da svariati anni, cosa intenda la gente con “Questo film è lento”. Non demordo, prima o poi lo scoprirò.

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  • Laureata in Psicologia a Roma, si trasferisce nella ridente Torino convinta di specializzarsi in Criminologia.


    Il destino si mette in mezzo e deraglia la sua vita verso orizzonti meno sanguinosi: nel 2012 inizia a scrivere per Roar Magazine e si scopre appassionata del magico e crudele mondo della musica. Dopo un anno trascorso come tuttofare nello storico Transeuropa Recording Studio, approda in un'agenzia di stampa e gestisce comunicazione e booking per alcune band.

    Nel tempo ha iniziato a collaborare anche con KeepOn, Outsiders e Zero Edizioni. Fa nuoto da quando aveva 5 anni, perchè è convinta di essere la trasposizione fisica di Ariel La Sirenetta. Fa yoga da un anno perché lavora nella musica.

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  • Nata fra le morbide colline marchigiane a metà degli anni ’80 è inevitabilmente stata adolescente durante i tormentati anni ’90.
    Come preferiva i film pomeridiani all’andare a giocare fuori, così sceglieva Kurt Cobain invece dei Take That: entrambe le decisioni non erano approvate dai suoi genitori, ma pazienza. Imperterrita, continua a procedere in direzione contraria al buon senso comune scegliendo prima il Liceo Classico e poi Scienze della Comunicazione.
    Conclude degnamente il suo seppuku diventando giornalista, evvai.
    Gli anni di studi sono però serviti a qualcosa rivelandole una verità sul suo futuro: la vita di città non fa per lei. Si stabilisce così nel suo paese di origine: Arcevia.
    E non è un suo problema se nessuno sa dov’è. Vive tra uliveti e vigneti, condivide amorevolmente la casa e il divano con un dipendente dallo sport su schermo. Dopo un anno di convivenza ha forse capito il segreto del “vissero sempre felici e contenti”: tenersi per mano ma, la sera, avere due monitor differenti. Dal suddetto divano si costringe ad alzarsi, a cadenza più o meno regolare, per andare in palestra. Utilizza la scusa di dover guardare tante serie tv e leggere tanti libri, da recensire su RoarMagazine, per uscire il meno possibile.

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  • Contributor RoarMagazine dal 2015
    Bio in costruzione

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  • Sono nata in un piccolo paese immerso nelle Dolomiti, il 30 maggio di ventisei anni fa.
    Sin da piccola leggere e scrivere sono state le mie grandi passioni, tradotte in recite di poesie e trame di mondi paralleli inventati da me con cui assordavo tutta la mia famiglia.
    Questa inclinazione, che proprio i miei genitori mi hanno trasmesso, si è trasformata prima nella laurea triennale in “Lettere Moderne” presso l’Università Ca’Foscari di Venezia, e poi nella specializzazione in “Culture Moderne Comparate” presso l’Università degli Studi di Torino, un percorso che mi ha permesso di coniugare gli studi umanistici classici con quelli anglo-americani.
    L’amore per i viaggi mi ha condotta all’avventura dell’Erasmus in Danimarca, sei mesi irripetibili che porterò sempre con me, durante i quali ho approfondito il mondo affascinante della critica cinematografica. Dopo la laurea specialistica ad ottobre 2015, con una tesi in letteratura e fotografia americana, ho iniziato a frequentare un Master in Marketing e Comunicazione, premio della Fondazione Italia-Usa per i miei voti, iniziato con l’esperienza unica della cerimonia di premiazione presso la Camera dei Deputati a maggio 2015. È in questo stesso periodo che ho scoperto il mondo del lavoro: prima presso Expo Milano 2015, e attualmente come stagista presso il Politecnico di Torino. Colonna sonora delle mie esperienze: scrivere di cinema per RoarMagazine, che da un anno a questa parte mi regala l’emozione di poter vedere pubblicati i miei pensieri, e di realizzare quel connubio meraviglioso che è l’unione del cinema e della scrittura.

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  • Contributor per RoarMagazine

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  • Francesca Clementi

     


    Contributor per RoarMagazine

    Sono nata alla fine dei gloriosi anni 80 in una città della caotica provincia di Milano.
    Da sempre alla ricerca di un buon mezzo per esprimere me stessa dal profondo, negli anni ho coltivato numerose passioni, spesso piuttosto originali, prime fra tutte la chitarra (che suono da tanti anni nei DMW, la mia band) e la giocoleria.

    Per anni ho studiato grafica pubblicitaria, ma quando ho capito che la mia strada si trovava nell'arte delle lettere stampate, sono infine approdata alla facoltà di Lingue e Letterature straniere.


    Amo i libri, penso siano il mezzo più efficace e, allo stesso tempo, il più sottovalutato per una sana fuga dalla realtà.

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  • Marco Parlato, redattore di Roar Magazine

     

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    Carlo Lanna, contributor Roar Magazine da Febbraio 2012


     

    Ansioso ma pacato, lunatico ma con spirito d'iniziativa. Grande lettore di saghe fantasy e divoratore onnivoro di serie tv, Carlo è un giornalista pubblicista di Caserta dai grandi obbiettivi.  
    Sogna di espatriare a Londra, scrivere per il The Guardian e di intervistare Chris Evans. Ma in realtà vive ancora a casa con suoi divorando pacchetti di patatine e caramelle gommose

     

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  • Mi chiamo Anna, ho diciotto anni, vivo e studio a Verona e, quando la scuola non mi tiene occupata, impugno carta e penna e scrivo.


    Con le cuffiette nelle orecchie, lascio che la penna scorra sul foglio seguendo il flusso dei miei pensieri ed inseguendo un solo obiettivo: tradurre in parole le inspiegabili emozioni che si provano ascoltando la musica. Non scrivo recensioni, descrivo sensazioni.

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  • Collaboratrice per Roar Magazine

    Stefania Loppo nasce a Vignola (MO) il 13 maggio 1986.

    La sua passione per la scrittura inizia a svilupparsi già alle scuole elementari: la sua materia preferita è italiano, e anche quella in cui ottiene i voti migliori, assieme all'inglese. Forse il merito di questo successo va anche al fatto che fin da quando impara a leggere diventa un'assidua frequentatrice della biblioteca comunale: è appassionata in particolare della collana editoriale “Piccoli brividi”. Grazie alla sua passione per la lettura avrà modo di conoscere e amare “Cime tempestose” di Emily Bronte.

    Nel 2000 si iscrive al liceo classico di Vignola “Mario Allegretti”, dove è costretta a sviluppare una migliore capacità di sintesi, dato che la professoressa del ginnasio chiede ai suoi studenti di non superare il foglio protocollo durante i temi in classe.

    E' durante l'adolescenza che Stefania inizia a sviluppare la sua vena poetica: la poesia diventa il suo sfogo personale contro il mondo, infatti le sue poesie a tema allegro si possono contare sulle dita di una mano. Tenta di farle pubblicare in una raccolta, ma il supposto editore dopo averle dato l'assenso sparisce nel nulla. E' allora che si dedica anche ad alcuni lavori in prosa; il suo interesse per la letteratura dell'horror e il suo amore per gli animali continuano a crescere. Nello stesso periodo inizia a giocare di ruolo con alcuni amici.

    Nel 2006 si iscrive alla facoltà di lettere e Filosofia di Modena e Reggio Emilia e inizia a frequentare il corso di laurea “Lingue e Culture Europee”: l'impegno che l'università le richiede la allontana momentaneamente dalla scrittura.

     

    Tuttavia, risale al 2007 la sua partecipazione al XVI° Premio Letterario Interlingue “Montagne d'argento”, in cui si classifica tra i finalisti con il suo racconto “La vera storia di Cenerentola”, una rivisitazione “oscura” della fiaba in oggetto. Il premio prevede per i finalisti la pubblicazione in un volume edito dalla Keltia Editrice, “Streghe&Fate”. La casa editrice le chiede l'autorizzazione per pubblicare il racconto anche in un'altra antologia, “Storie di streghe, storie di fate”.

     

    Incoraggiata dal successo, Stefania partecipa al premio internazionale di narrativa “Cuore&fusa: parola di zampa”, il cui ricavato è destinato ad andare a favore dell'associazione animalista “I micetti granata”.

    Purtroppo, sia il concorso citato, sia il concorso “Subway: Letteratura” sia il concorso “Il peccato tra le righe” si rivelano deludenti dal punto di vista dei risultati. Al punto che Stefania, un po' per concentrarsi sugli studi, un po' per la delusione, sospende l'attività di scrittura.

     


     

     

    Si dedica anche al mondo cinematografico. Viene scelta come protagonista femminile del cortometraggio di Stella Lucrezia Cremonini realizzato per il Nonantola Film Festival 2010, in occasione del concorso “I will be brief”, a tema “Giulietta e Romeo”, poi partecipa come autrice alla stesura del soggetto dell'iperfilm a bivi di Massimo Termanini, Stella Lucrezia Cremonini e Massimo Menchi, “Il patto”, ottenendo anche un ruolo come attrice. Le riprese si svolgono nell'autunno 2010 e Stefania è presente a buona parte di esse, anche nel caso in cui non richiedano la sua presenza come attrice.

     

    Attualmente, la laurea in Lingue e Culture Europee si fa sempre più vicina. Tra i suoi progetti futuri c'è l'intenzione di iscriversi al corso di laurea in “Discipline dello Spettacolo dal Vivo”, presso l'Ateneo di Bologna.

     


     

     

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I vecchi redattori di Roar Magazine. Scopri chi non è più in redazione ma ha collaborato alla crescita del nostro sito: la lista degli ex collaboratori di Roar Magazine.

 

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Last modified on Domenica, 11 Ottobre 2015 17:38
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Valentina Vellucci

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